sabato 14 gennaio 2012

Vigile ucciso, caccia a due nomadi

Trovato il Suv. I due sono ricercati tra Milano e i valichi di frontiera del Nord Italia

E' caccia aperta ai due nomadi a bordo di un suv che ieri sera, a Milano, hanno volontariamente travolto e ucciso in un parcheggio un vigile di quartiere in bicicletta, Niccolo' Savarino, di 42 anni. I due, compiutamente identificati grazie al ritrovamento del loro veicolo, e agli accertamenti degli esperti del Reparto radiomobile della Polizia locale, sono attualmente ricercati tra Milano e i valichi di frontiera del Nord Italia.
In mattinata si erano diffuse anche voci su un presunto fermo dei due, ma dopo qualche ora e' giunta la precisazione dei pm che coordinano le indagini, secondo cui non ci sono stati fermi e non sono stati individuati. ''Al momento abbiamo identificato il proprietario del Suv, ma non si trova'', ha detto il procuratore aggiunto di Milano, Nicola Cerrato, che coordina le indagini assieme al pm Mauro Clerici.

In realta', gli unici nomadi che erano finiti in un ufficio di polizia, ma a Milano, erano due sinti, quello lievemente investito dal suv a un piede (motivo per il quale il vigile in bici aveva tentato di impedire al mezzo di andarsene) e un suo parente. ''Era un pazzo, un vero pazzo'' ha detto del conducente del fuoristrada il nomade investito, che vive in un insediamento abusivo proprio tra il parcheggio dove e' avvenuto l'omicidio e uno sterrato adiacente. Lui e un suo genero sono stati sentiti a lungo, sia come testimoni sia nell'ipotesi che ci fosse una conoscenza tra loro e i due investitori.

E' possibile che una confusa fuga di notizie, ripresa pero' da vari media, abbia creato non pochi problemi agli investigatori quando e' stata diffusa la localita' in cui i due probabilmente si stavano recando, Ventimiglia. In realta' in quella zona erano si' stati inviati alcuni equipaggi della Polizia locale, come ad altri valichi, nella speranza che i due potessero essere individuati, per fornire immediato supporto alla polizia di frontiera.

Ma i due, alla fine, non sono stati trovati, anche se l'attenzione degli investigatori, in particolare, si starebbe in queste ore concentrando su uno dei due, attorno al quale il cerchio parrebbe stringersi. Una volta bloccati, pero', gli elementi da confrontare per inchiodarli alle loro responsabilita' non mancheranno. A partire dal suv, un Bmw X5 color bronzo scuro metallizzato, trovato la scorsa notte regolarmente posteggiato in via Lancetti, ma con i segni dell'investimento ben chiari sull'avantreno, comprese le macchie di sangue e la vernice verde della bicicletta del vigile, trascinato per oltre 300 metri.

L'auto, stamani, e' stata passata al setaccio dalla Polizia scientifica alla ricerca di impronte e altri reperti. Poi ci sono due testimoni oculari, i due nomadi sinti, che hanno visto in faccia i due sul veicolo, e le telecamere di uno spedizioniere che si trova adiacente al parcheggio, che ha ripreso tutta la terribile scena.

Un episodio che ha profondamente scosso gli abitanti del quartiere e la coscienza cittadina. ''Abbiamo deciso che il giorno dei funerali di Niccolo' Savarino sara' un giorno di lutto per tutta la citta''', ha affermato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, al termine di un incontro con le sigle sindacali della polizia locale. Il primo cittadino si e' anche offerto di patrocinare in tribunale la famiglia della vittima, originaria di Campobello di Licata (Agrigento), da dove oggi sono giunti gli anziani genitori, ma che si era trasferita nel Milanese, a Rho, da molti anni.

Anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Sindaco di Milano, un messaggio di cordoglio. Ancor prima di fissare gli elementi investigativi desunti da tracce, testimoni e telecamere, pero', gia' dopo poche ore dal ritrovamento del suv, gli esperti della Polizia locale avevano accertato i dati anagrafici dei due, di 28 e 25 anni, uno di nazionalita' tedesca e uno italiana, ma di fatto senza fissa dimora e di origine slava.

Entrambi avrebbero un curriculum criminale che spazia dalle truffe (in cui alcuni gruppi di nomadi sono specializzati) ai furti, attivita' molto lucrose e per le quali difficilmente si finisce in carcere, ma molto lucrose. Abbastanza da permettersi di comprare un suv di lusso, anche se di fatto intestato a una societa' di una donna, sospettata di essere solo un'abituale prestanome di autoveicoli.


Avvistamento Ufo nei cieli dell'Irpinia «Era sospeso sul tetto dell'auto»

Protagoniste due sorelle, l'incontro ravvicinato nella serata
dell’Epifania mentre percorrevano l’autostrada Napoli-Bari

AVELLINO - Ufomania nei cieli dell’Irpinia. Precisamente nel territorio del comune di Montemiletto, dove l’ultimo avvistamento avvenuto la notte dell’Epifania ha dell’incredibile. Realtà o illusione? Sugli ultimi avvistamenti segnalati di oggetti volanti non identificati...

Isola del Giglio, affonda nave da crociera

Polemiche sui soccorsi. A bordo in 4229, si temono altre vittime. La Costa Concordia, fuori rotta, è finita sugli scogli: sul fianco uno squarcio di 70 metri. I magistrati indagano


Ci sarebbero almeno tre persone morte annegate e 14 feriti, due dei quali gravi. I soccorritori stanno cercando ancora 50 persone che ancora mancano all'appello.
A bordo della Costa Concordia, rimasta incagliata in vicino all'Isola del Giglio, c'erano 4229 persone. Tra le 100 e le 150 sarebbero finite in mare. Quasi tutti i superstiti sono stati portati a Porto Santo Stefano, mentre continuano le ricerche dei dispersi. Circa 60 persone, rimaste intrappolate, sono state liberate all'alba. Dopo aver ispezionato gli unici quattro ponti che erano in sicurezza e aver portato in salvo decine di persone, i Vigili del fuoco stanno ora iniziando i controlli nei ponti sommersi e in quelli dove le condizioni di sicurezza non hanno finora permesso di intervenire. «Non possiamo escludere» che ci siano dei dispersi tra le persone che erano a boro della nave, ha spiegato il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi.

La nave da crociera Costa Concordia è rimasta incagliata ieri sera su una secca vicino all'isola del Giglio, è ormai quasi affondata. Adagiata sul fondale, è inclinata di circa 80 gradi (Video-Il relitto da vicino). Ci sarebbero falle su entrambi i lati della nave. Sul fianco sinistro si nota uno squarcio di 70 metri (Video-La tragedia dall'alto) in cui è rimasto incastrato un enorme scoglio. Alle 21.30 di ieri, secondo il programma di crociera, la nave avrebbe dovuto passare a 5 miglia dalla costa, nel canale tra l'Argentario e l'Isola del Giglio. Le cause dell'incidente potrebbero essere, secondo alcune fonti, un errore umano o un guasto elettrico. In queste ore è in corso l'interrogatorio del comandante della Costa Concordia per ricostruire le fasi dell'incidente e spiegare come mai si fosse avvicinato così tanto alla costa.

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I passeggeri. Continuano intanto a Porto Santo Stefano gli sbarchi dai traghetti che fanno la spola con l'Isola del Giglio per riportare a terra i superstiti. Delle oltre 4.200 persone che erano a bordo della nave Costa Concordia 3179 sono già state trasferite dall'isola del Giglio al continente, con traghetti Toremar e Mare Giglio che collegano l'isola a Porto Santo Stefano. La Protezione civile continua a registrare dei naufraghi per avere una lista che da confrontare con quella di bordo. Nella palestra delle scuole medie di Porto Santo Stefano è stato allestito un centro di smistamento, dove passeggeri e membri dell'equipaggio vengono poi fatti salire sui pullman che li stanno portando in varie località tra cui Savona, Marsiglia, Fiumicino, Civitavecchia, Roma, Livorno.

Fiumicino. Circa 600 passeggeri stanno raggiungendo in pullman due alberghi, l'Hilton e il Marriott, vicino all'aeroporto di Fiumicino. Da qui riprenderanno il viaggio in aereo per tornare nelle loro città di origine.

Il bilancio delle vittime. In un primo momento si era parlato di sei vittime. «Al momento i dati ufficiali sono di 3 morti accertati e 14 feriti» ha detto il prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi. Deve, in sostanza, essere ancora fatto un riscontro esatto dei viaggiatori. Non sono ancora chiare le cause delle morti delle vittime. Si parla di annegamento (alcune persone sono cadute in mare), di ipotermia e traumi dovuti alla caduta di oggetti al momento dell'incagliamento e alla ressa durante l'evacuazione, malori di persone con problemi di salute. «Non è escluso che ci siano dei dispersi - ha aggiunto il prefetto Linardi - Al momento i soccorritori stanno ispezionando la parte di nave sommersa, per appurare che non ci sia nessuno».

I feriti.
Nel presidio sanitario d'emergenza allestito sull'Isola del Giglio sono state visitati circa 4.000 passeggeri della nave da crociera Costa concordia affondata. Molti avevano lievi traumi, fratture e principi di assideramento. C'era anche una donna incita all'ottavo mese. Due persone in gravi condizioni sono state trasportate in elicottero, una a Grosseto e una a Siena per trauma vertebrale, un'altra è in attesa di trasferimento sulla terra ferma per un trauma facciale.

«Sembrava il Titanic». I racconti fanno emergere gli attimi di paura e panico. Proprio come nel caso del Titanic diversi passeggeri del Concordia sono morti in mare, per il freddo o affogati, nel buio della notte. «Era come nel film, non potevamo credere ai nostri occhi», ha raccontato una giornalista dell'Adnkronos a bordo della nave. «Siamo scesi con grande difficoltà dalla nave - spiega - ci hanno fatto uscire dalla parte opposta a quella che stava affondando. La nave era troppo vicina alla costa, anche i residenti se ne sono accorti. Per questo dopo l'incidente sono arrivati subito in nostro soccorso».

Inchieste e soccorsi. La Guardia costiera è impegnata in due inchieste, una penale e una amministrativa, sull'incidente della nave Costa all'Isola del Giglio. «Riguardo a eventuali inidoneità dei soccorsi prestati dall'equipaggio - spiega il capitano di corvetta Emilio Del Santos, portavoce della capitaneria di porto di Livorno - è vero che i passeggeri hanno lamentato una lentezza dei soccorsi e un'inadeguatezza dell'equipaggio. Bisognerà ora capire se effettivamente è vero o se questa percezione sia stata determinata anche dalla paura del momento. Occorre anche tenere presente, sui tempi dei soccorsi, l'ingente numero delle persone a bordo».

Il presidente della Repubblica. «Cordoglio e solidarietà» alle famiglie delle vittime e «apprezzamento» per la «intensa, difficile opera di soccorso» sono stati espressi da Giorgio Napolitano in un messaggio al prefetto di Grosseto a seguito della sciagura.

Il sindaco. «Una tragedia di dimensioni apocalittiche che si è verificata di fronte alla nostra Isola e che ci ha messi duramente alla prova segnandoci profondamente. Il primo pensiero va alle vittime di questa assurda sciagura», ha detto il sindaco di Isola del Giglio Sergio Ortelli.

La stessa nave nel 2008 aveva avuto un incidente (video). Il gigante dei mari il 22 novembre del 2008, complice il forte vento, ebbe una collisione contro la banchina del porto di Palermo alla quale stava attraccando. Nello scontro si creò un ampio squarcio tra la prua e la fiancata destra e andò distrutto il portellone di prua. In quella circostanza, però, nessuno si fece male.


giovedì 12 gennaio 2012

Da Windows 8 all'auto con Facebook: a Las Vegas il futuro hi-tech

LAS VEGAS - Dai cellulari alle auto, dall'informatica alle tv. Sono tantissime le novità della fiera dell'elettronica di Las Vegas, il Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas, il Salone della tecnologia che ogni anno svela le tendenze del settore. Quest'anno la manifestazione ha raggiunto la cifra record di 3.100 espositori e 100 anteprime.

Windows 8. Riflettori puntati sull'ultima apparizione di Microsoft che ha dato addio al CES di Las Vegas. «Metro, Metro, Metro» e «Windows, Windows, Windows», 8 ovviamente. Ecco cosa c'è nel futuro di Microsoft e, secondo Steve Ballmer, anche in quello di tutti i dispositivi elettronici. Il Ceo di Microsoft lo ha annunciato a Las Vegas, ripetendolo tre volte, nella conferenza di apertura del Consumer Electronic Show, l'ultima del colosso di Redmond dopo quasi 20 anni di presenza alla kermesse mondiale tecnologica. 

L'interfaccia Metro e Kinect. Il Ceo di Microsoft non ha comunque sprecato l'apparizione sul palco mediatico di Las Vegas, anche se l'unica sostanziale novità è stata l'annuncio dell'arrivo di Kinect, il dispositivo (progettato per Xbox) che permette di controllare il computer con i movimenti del corpo, per Windows a febbraio. La vera rivoluzione in arrivo è l'interfaccia «Metro», basata, appunto, su tabelle simili a quelle della metropolitana di Seattle, che mette «la gente prima di tutto». Un'interfaccia grafica «senza compromessi», per tutta la gamma dei dispositivi, da Windows Phone, al pc, al tablet e alla Xbox. Ballmer l'ha definita una «re-immaginazione di Windows», incentrata su Windows 8, per il quale è atteso a febbraio un altro «momento clou». Poi, «entro quest'anno gli utenti potranno scaricarlo dal Windows Store», il nuovo negozio online di software che nascerà appunto a febbraio. 

La "social-car" di Mercedes. «Il car-sharing non è comunismo, come pensano alcuni miei colleghi ma, se così fosse, allora "Viva la Revolucion"». Così il presidente di Daimler e numero uno di Mercedes Benz, Dieter Zetsche, ha introdotto "CarTogheter", una app che può «aiutare i guidatori a trovare dei passeggeri con interessi comuni e nelle vicinanze, con cui condividere il passaggio in auto per ridurre le emissioni». Con alle spalle un enorme ritratto di Che Guevara, Zetsche, appena arrivato dal Salone dell'auto di Detroit, ha spiegato alla platea di Las Vegas che non vuole «promuovere il comunismo», bensì la «mobilità a zero emissioni». Questa nuova app della Mercedes potrebbe essere il primo passo di una rivoluzione nel modo di usare l'auto, sempre più "connessa" e "smart" grazie alle applicazioni sulla "nuvola" di Internet e agli smartphone. 

Le altre smart-cars. Anche Ford e Hyundai, per continuare con Audi ed altre marche, hanno presentato le rispettivi visioni di «connected cars». Ma la Mercedes ha presentato anche un nuovo sistema telematico, "yourCommand", con il quale, ha spiegato Zetsche, «l'auto diventa un centro mobile di comunicazioni che permette a guidatore e passeggeri di accedere in ogni momento a tutti i servizi multimediali» con comandi vocali avanzati e, contemporaneamente, consente all'auto di ricevere aggiornamenti del software di bordo e comunicare le diagnostiche al centro di assistenza. 

L'Intel phone. Novità anche dal mondo dei cellulari: Intel si allea con Motorola e lancia il suo primo smartphone in Cina con Lenovo. L'alleanza con Motorola - storico rivale di Intel all'alba dei personal computer, recentemente acquistato da Google - viene considerata dagli esperti «un colpo grosso» per il colosso dei microprocessori che da tempo cerca sbocchi per i suoi chip nel mercato Mobile, dominato al momento quasi interamente dai processori Arm di Qualcomm. Liu Jun, vice presidente senior di Lenovo, ha mostrato al pubblico del CES 2012 il nuovo K800, il primo "Intel Phone", che debutterà in Cina a partire dal prossimo trimestre, con sistema operativo Android 4.0, schermo da 4,5 pollici, videocamera da 8 megapixel, uscita tv in HD e soprattutto, il processore Intel Atom da 1.6GHz Intel.


Portici tenta di sedare rissa accoltellato un ventunenne

Un 21enne incensurato è stato accoltellato ieri sera a Portici nel tentativo di sedare una rissa. In nottata i Carabinieri che seguono le indagini hanno arrestato due diciottenni e denunciato un 16enne e un 17enne. Secondo quanto ricostruito dai militari, il 21enne, residente a Portici, ha tentato di dividere un gruppetto di una decina di giovani che si azzuffavano per futili motivi in piazzale Brunelleschi, meta di ritrovo per i più giovani provenienti anche dai comuni limitrofi. 
Mentre provava a dividerli, è stato raggiunto da una coltellata al fianco sinistro. Giunto all'ospedale Loreto Mare di Napoli è stato medicato e tenuto sotto osservazione dai sanitari. 

In piazzale Brunelleschi sono giunti i Carabinieri della stazione locale per raccogliere indizi. Sulla base di testimonianze e dalle immagini di videosorveglianza presenti in zona, i militari dell'Arma in nottata hanno arrestato Massimiliano Desii, 18 anni, e Salvatore Imperatore, 18 anni, per rissa aggravata e denunciato per lo stesso reato un 16enne e un 17enne. 

I quattro sono tutti incensurati, residenti nel vicino comune di Ercolano. Proseguono le indagini per identificare gli altri complici, in particolare per individuare chi ha ferito con un coltello il 21enne. I due 18enni sono stati condotti al carcere di Poggioreale mentre i minorenni sono stati affidati ai genitori.

La protesta dei tassisti Invasa piazza del Plebiscito


NAPOLI - In attesa dello sciopero nazionale deciso oggi a Bologna per il prossimo 23 gennaio contro le liberalizzazioni decise dal governo, alcuni tassisti napoletani hanno intrapreso un'azione di protesta spontanea illustrando ai clienti le ragioni delle protesta. All'aeroporto di Capodichino alcune autovetture si sono fermate all'esterno dello scalo creando qualche disagio per gli utenti. Si è trattato di una forma autonoma di protesta contro misure ritenute ingiustificate e fortemente penalizzanti per la categoria. 

Un'altra protesta spontanea, ma durata solo pochi minuti, è stata inscenata intorno alle 20 in piazza Garibaldi, nell'area antistante la stazione ferroviaria centrale. Il prossimo 16 gennaio si terrà un'altra assemblea per decidere ulteriori forme di protesta. A Napoli sono 2370 i tassisti che operano: «Con questi provvedimenti - dice Ciro Langella, del Consorzio Taxi che oggi ha rappresentato i tassisti napoletani a Bologna - questi famiglie finiranno sul lastrico».

La protesta dei tassisti napoletani contro la liberalizzazione delle licenze è approdata in piazza del Plebiscito, sede della Prefettura e del Palazzo Reale. Diverse centinaia di macchine hanno invaso la piazza dove è in corso un'assemblea spontanea della base in cui si discute delle iniziative di lotta da prendere già per domani. La presenza in piazza dei tassisti che sono in servizio comporta notevoli disagi per gli utenti anche se - si precisa - per disabili e malati vengono garantite corse gratuite.

Trapani, stermina la propria famiglia dà fuoco alla casa e si toglie la vita: 5 morti

Un 40enne uccide ex moglie, figlia di 8 anni, suocera disabile e cognato. Poi si getta dal balcone dopo aver appiccato il rogo


Un uomo di 40 anni, Pietro Fiorentino, disoccupato ha ucciso la figlia di otto anni, l'ex moglie, la suocera disabile e il cognato. Poi, dopo aver dato fuoco all'appartamento, si è suicidato buttandosi dal balcone. La tragedia è avvenuta al quinto piano di una palazzina di sei piani in via Omero a Trapani. 

Le vittime sono la piccola Daniela, otto anni, Stefania Mignali, 40 anni, il fratello disabile della donna, Hanz, 50 anni, e la suocera, Nunzia Rintinella, 78 anni.

La follia. Sarebbe stato un gesto di follia dopo un periodo di liti per la separazione quello compiuto da Pietro Fiorentino nei confronti della moglie, della sua famiglia e della figlia. L'uomo sarebbe andato nell'appartamento e dopo l'ennesima lite l'avrebbe uccisa, assassinando poi la figlia, il cognato e la suocera. Poi dopo aver appiccato le fiamme all'abitazione si è lanciato dal balcone del quinto piano.

Inchiesta. La Procura di Trapani aprirà un'inchiesta sull'incendio. Il procuratore capo di Trapani, Marcello Viola, è andato sul posto per accertamenti.

mercoledì 11 gennaio 2012

Rifiuti Campania, Corte Strasburgo condanna Italia

Clini, lunedi' presenteremo piano a Ue


Lo Stato italiano, a partire dal 1994, non è stato capace di gestire adeguatamente l'emergenza rifiuti in Campania ed è stato condannato per questo dalla Corte dei Diritti dell'uomo di Strasburgo sulla base di un ricorso presentato da 18 cittadini di Somma Vesuviana.

La Corte ha riconosciuto la violazione del diritto alla salvaguardia della vita privata e familiare: lo Stato cioé non può costringere i suoi abitanti a vivere tra i rifiuti. Non é stato però riconosciuto il danno alla salute.

I giudici di Strasburgo hanno ritenuto che la vita e la salute dei ricorrenti non sono state messe in pericolo dall'emergenza rifiuti e che gli studi scientifici presentati dalle parti sull'esistenza di un legame tra un aumento dei casi di cancro e la gestione dei rifiuti in Campania arrivano a risultati divergenti. 

Allo stesso tempo la Corte di Strasburgo non ha riconosciuto l'indennizzo di 15 mila euro per danni morali richiesto dai ricorrenti asserendo che la constatazione della violazione del loro diritto alla vita privata e familiare e' da considerarsi una riparazione sufficiente del danno morale subito. I giudici hanno anche stabilito che lo Stato italiano dovra' versare all'avvocato Errico di Lorenzo, che oltre a rappresentare il gruppo e' uno dei ricorrenti, 2.500 mila euro per le spese legali sostenute. L'avvocato aveva richiesto oltre 20 mila euro.

Bimba in coma: fermato il padre

Da Orio in partenza per l'Egitto. Accusato di maltrattamenti


CREMONA, 10 GEN - E' stato sottoposto a fermo con l'accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni gravissime il padre della bambina egiziana di due anni finita in coma due settimane fa dopo che, secondo quanto avevano raccontato i genitori, era caduta da una scala in casa, a Soresina (Cremona).

L'uomo, A.S., di 29 anni, e' stato bloccato dalle forze dell'ordine di Crema all'aeroporto di Orio al Serio, mentre cercava di imbarcarsi con un biglietto di sola andata per Alessandria.

Sarah, la famiglia aspetta giustizia

In nove alla sbarra, procura: Cosima e Sabrina uccisero



Zia e cugina accusate di averla uccisa, lo zio invece di aver soppresso il cadavere insieme alle due donne, ad un fratello e ad un nipote, e poi quattro presunti favoreggiatori, tra i quali anche un avvocato: e' il quadro che racchiude i nove imputati alla sbarra da domani martedi' 10 gennaio per l'omicidio di Sarah Scazzi, la studentessa quindicenne di Avetrana (Taranto) strangolata il 26 agosto 2010.
Processo che si apre 14 mesi dopo il delitto e a poco piu' di un anno dal ritrovamento del corpo di Sarah in un pozzo in contrada Mosca, nelle campagne del paese, la notte tra il 6 e il 7 ottobre 2010. Corte di Assise in 'rosa' quella chiamata alla difficile decisione, almeno per il ruolo togato: presidente Cesarina Trunfio, a latere Fulvia Misserini, alle quali si affiancheranno i sei giudici popolari.
E, strano scherzo del destino, sono due donne le principali imputate, rinviate a giudizio insieme ad altri sette il 21 novembre scorso. Cosima Serrano e Sabrina Misseri sono anche le uniche persone detenute per questo processo: Cosima e' in carcere dal 26 maggio 2011, Sabrina dal 15 ottobre 2010; madre e figlia dividono da mesi la stessa cella del carcere di Taranto.
Nell'aula di Corte di Assise arriveranno con un pesante fardello di accuse sulle spalle: concorso in omicidio volontario (per la Procura commesso in casa Misseri), sequestro di persona, soppressione di cadavere e furto aggravato del telefonino di Sarah; per Sabrina, anche l'imputazione di calunnia ai danni della ex badante di casa Scazzi. Delitto che, per la Procura, sarebbe maturato per la gelosia di Sabrina nei confronti della cugina, entrambe invaghite dello stesso ragazzo, Ivano Russo.
Michele Misseri, che con la sua prima confessione fece ritrovare il corpo di Sarah per poi chiamare in correita' la figlia Sabrina e successivamente dare piu' versioni sino ad insistere, da mesi, di essere l'unico colpevole di tutto, ora risponde principalmente di soppressione di cadavere. E' in liberta' dal 30 maggio 2011, dopo aver trascorso sette mesi in cella: ha l'obbligo di firma nel pomeriggio alla caserma dei carabinieri di Avetrana e il divieto di allontanarsi dal paese. Vive sempre nella villa di famiglia, in via Deledda 20, dove Sarah ha trovato la morte.
Ad aiutarlo a sopprimere il cadavere, secondo l'accusa, sarebbero stati il fratello Carmine e il nipote Cosimo Cosma, che compariranno in aula da liberi, dopo aver trascorso un paio di settimane in carcere tra febbraio e marzo 2011. La loro posizione giudiziaria e' stata gradualmente attenuata dai pronunciamenti della Cassazione, soprattutto sulla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ma intanto dovranno affrontare il giudizio della Corte di Assise.
Di favoreggiamento personale dovranno rispondere tre imputati minori - Antonio Colazzo, Giuseppe Nigro e Cosima Prudenzano - e Vito Junior Russo, ex legale di Sabrina, accusato anche di intralcio alla giustizia.
Sono gia' state stralciate da tempo le posizioni di altri tre indagati accusati di false informazioni al pubblico ministero, che dovranno attendere la fine del processo di primo grado per essere giudicati. Tra questi c'e' Giovanni Buccolieri, il fioraio di Avetrana che racconto' di aver visto, il 26 agosto 2010, Cosima intimare instrada a Sarah di salire in auto (dove c'era presumibilmente, per l'accusa, anche Sabrina), salvo poi riferire due giorni dopo che si era trattato di un sogno.
In aula nei prossimi mesi dovrebbero sfilare oltre 200 testimoni, i cui nomi sono contenuti nelle liste preparate dalla pubblica accusa (rappresentata dal procuratore Franco Sebastio, dal procuratore aggiunto Pietro Argentino e dal sostituto procuratore Mariano Buccoliero) e dal nutrito collegio difensivo. Tutto con una elevata attenzione mediatica che in questi 14 mesi non ha avuto mai veri e propri cedimenti.




'Ndrangheta e appalti, 21 arresti in Calabria Coinvolto anche un dirigente dell'Anas

Operazione dei carabinieri per infiltrazione delle cosche in opere pubbliche


Ci sono anche un dirigente dell'Anas e tre di Condotte d'acqua Spa tra le 21 persone arrestate dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria in un'operazione contro le cosche della 'ndrangheta della fascia ionica. I quattro, che operavano a livello regionale, sono accusati di concorso esterno in associazione mafiosa per contiguità con la 'ndrangheta. Accertata dunque l'infiltrazione delle cosche negli appalti per opere pubbliche.
Le indagini dei militari hanno documentato le infiltrazioni delle cosche della fascia ionica negli appalti per la realizzazione di importanti opere pubbliche. In particolare è emerso che nell'appalto relativo all'ammodernamento della strada statale 106 e nella costruzione della variante stradale del Comune di Palizzi, l'organizzazione criminale ha condizionato tutte le fasi: dal ciclo del calcestruzzo, alle assunzioni, alle forniture di cantiere e alle procedure di sub appalto e nolo. Il provvedimento ha interessato dunque i dirigenti della società appaltatrice (Condotte d'Acqua) e dell'ente appaltante (Anas).

I 21 arrestati vengono ritenuti affiliati o contigui alle cosche Morabito-Bruzzanti-Palamara, Maisano, Rodà, Vadalà e Talia, attive nel "mandamento jonico" e in particolare nei comuni di Bova Marina, Palizzi, Bruzzano Zeffirio e Africo.

I capi d'accusa
Nei provvedimenti, emessi dal gip di Reggio Calabria su richiesta della Dda, vengono contestate le accuse di associazione di tipo mafioso, concorso in associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni, truffa aggravata, danneggiamento aggravato, procurata inosservanza di pena, frode in pubbliche forniture, furto aggravato di materiali inerti, crollo di costruzioni o altri disastri dolosi, violazione delle prescrizioni alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, tutti aggravati dall'aver favorito un sodalizio mafioso.

L'operazione, denominata "Bellu Lavuru 2", è il seguito di una precedente operazione condotta nel giugno 2008 incentrata sui lavori di ammodernamento della statale 106 ionica.


Roberto Baggio torna a fare gol, ma è quello brasiliano...

I genitori hanno chiamato con il nome del "Divin Codino" il figlio nato 17 anni fa dopo il rigore sbagliato dal giocatore azzurro nella finale dei Mondiali '94



Roberto Baggio torna al gol. Non si tratta però del magico "Divin Codino" italiano, ma di un 17enne omonimo brasiliano. Il ragazzo ha segnato in una delle partite della Coppa Sao Paulo junior, uno dei più importanti tornei giovanili locali. Una rete che non è passata inosservata per gli amanti del calcio. Faro del centrocampo dell'Americano del Maranhao, il giovane si chiama così per l'errore dal dischetto di Roberto Baggio durante la finale dei Mondiali del '94.
 Nel dettaglio l'Americano del Maranhao, stato situato nella parte nord-orientale del Paese, ha battuto per 2-1 il Vila Nova nel match giocato allo stadio Martins Pereira, a Sao Josè dos Campos. La prima rete della squadra vittoriosa è stata segnata al 23' pt proprio dal 17enne Roberto Baggio, n.8 e talento dell'Americano, di cui spesso "illumina" il gioco. 
 
Il ragazzo si chiama così, ha spiegato lui stesso intervistato da Sport Tv "perché mio padre nel 1994, anno in cui sono nato il 9 agosto, stava assistendo davanti alla tv alla finale dei Mondiali fra Brasile ed Italia. Al momento del rigore di Baggio, papà giurò che se il n. 10 azzurro avesse sbagliato avrebbe dato il suo nome al figlio che gli stava per nascere, cioè io. E così ha fatto, e per questo all'anagrafe sono Roberto Baggio". 
 
Ma sul campo il Roby Baggio brasiliano somiglia a quello italiano? "Lui è stato un grande del calcio italiano, un idolo, ed io sono orgoglioso di chiamarmi come lui".

Restauro del Colosseo, si indaga sull'accordo firmato con la Tod's di Diego Della Valle

Aperto un fascicolo sulla convenzione siglata dall'allora commissario straordinario Cecchi


La Procura di Roma e la Corte dei Conti hanno aperto un'indagine sull'accordo firmato con Diego della Valle per il restauro del Colosseo. Lo rende noto la Uil, che all'indomani della convenzione siglata dall'allora commissario straordinario Roberto Cecchi, oggi sottosegretario del ministero dei Beni culturali, aveva presentato un esposto alla magistratura.
La Procura di Roma, precisa infatti la segreteria nazionale della Uil, "ha aperto un fascicolo (n.51108) e il procuratore capo ha affidato l'incarico di seguire l'esposto denuncia al magistrato Maria Letizia Golfieri. Analogo fascicolo è stato aperto dalla Procura della Corte dei Conti". I rappresentanti del sindacato sono stati ascoltati in merito nelle ultime settimane, mentre il sottosegretario Roberto Cecchi sarà sentito in questi giorni.

Sulla vicenda, in seguito alla segnalazione del Codacons e della Uil, stanno lavorando poi gli uffici del Tar e dell'Antitrust. Proprio negli ultimi giorni l'associazione dei consumatori aveva reso note le osservazioni inviate dall'Authority al ministero. Tutto secondo le regole, aveva replicato Cecchi, che avrà 60 giorni per rispondere alle osservazioni dell'Antitrust.

La Uil ricorda inoltre che aveva chiesto di far luce "sulle eventuali responsabilità penali ed erariali relativamente alla convenzione 'segreta' concernente il cosiddetto restauro del Colosseo" e sottolinea che "a tutt'oggi ancora non risulta pubblicato nessun documento da parte della gestione Commissariale e del Mibac".

Denunciando l'accordo del 21 gennaio 2010, la Uil chiedeva anche di accertare "l'attività posta in essere dal Commissario Delegato e in parte dalla stessa Soprintendenza", sollevando interrogativi, aggiunge il sindacato, "ripresi dall'Antitrust sulla legittimità". Secondo il sindacato l'accordo con la Tod's "rappresenta una dismissione del Colosseo e su questo non c'è mai stato un qualsiasi parere del Comitato tecnico scientifico dei beni archeologici".

Terrore nei centri commerciali, 5 rapine in un'ora e mezza. Armi puntate sui clienti

In azione sempre la stessa banda, bottino di 42mila euro
«A terra, faccia in giù». Cassiera sviene per la paura

NAPOLI - Cinque rapine in un’ora e mezza. La stessa banda di malviventi ha preso d’assalto supermercati e centri commerciali tra Casoria, Afragola e Arzano, seminando il panico tra la folla di clienti del sabato pomeriggio: centinaia di persone sono state costrette a stendersi sul pavimento a faccia in giù sotto la minaccia delle armi, mentre i banditi con il volto coperto da caschi integrali (e molto probabilmente imbottiti di cocaina) svuotavano le casse.

Come appendice della sequenza di raid, all’ora di pranzo della domenica, l’irruzione in un centro di scommesse sportive all’interno della galleria commerciale ex Mandi nel parco Le Porte di Napoli, ad Afragola. La notizia della catena di aggressioni non è stata divulgata dalle forze dell’ordine ma dagli stessi lavoratori degli ipermercati, che hanno sottolineato la gravità del fenomeno delle rapine ai centri commerciali, iniziato una ventina di giorni fa con il colpo alla Decathlon di Casoria messo a segno una ventina di giorni fa, e del rischio che corrono gli addetti alle casse, gli unici ad avere a disposizione forti somme di contanti. 

E a tirare le somme, in quell’ora e mezza di frenetica attività criminale, i banditi hanno razziato circa 22 mila euro: aggiunti ai 20mila euro circa del colpo effettuato il giorno dopo nel centro di scommesse sportive fanno un bottino di tutto riguardo, ben più alto di quanto sia possibile portar via da una banca o da un ufficio postale, protetti dai più moderni sistemi di sicurezza e dalla ridotta presenza di denaro contante.

Il sabato criminale inizia alle 18 sulla circumvallazione esterna, nel tratto di Casoria. In quattro, armati e con il volto coperto dai caschi integrali, fanno irruzione nel supermercato Max Più, rapinato già cinque volte nel solo mese di dicembre. E per questo razziano solo trecento euro, non prima di aver messo a faccia in giù i clienti. La banda sparisce a bordo di due moto, una Transalp e una Honda Sh con le targhe coperte, le stesse utilizzate in tutta la sequenza di assalti. Mezz’ora dopo, i quattro si materializzano presso le casse del nuovo punto vendita della rete Conad sulla ex statale Sannitica, tra Casoria e Afragola.

L’ipercash è pieno come un uovo. Ma poco importa ai malviventi, a quali la cocaina da il coraggio e la velocità. In silenzio piombano sulle casse, pistole spianate. Una delle impiegate sviene per la paura. Due banditi, costringono un centinaio di clienti, tra i quali molti bambini, a mettersi a faccia in giù. Rapinano qualcosa come 15 mila euro e poi scappano ancora, in direzione di Afragola. Sulla stessa Sannitica, a meno di un chilometro da Conad, è aperto il supermercato Md. 

E alle diciotto e quaranta la banda mette a segno un altro colpo, rapinando - tra il terrore dei clienti - duemila euro. Poi un breve intervallo per chiamare rinforzi. Quaranta minuti dopo, esattamente alle diciannove e venti, al gruppo si aggiungono due complici; in sei fanno irruzione nel centro commerciale Leroy Merlin, sulla provinciale Arzano - Casandrino. E anche qui più di cento persone sono costrette a sdraiarsi sul pavimento, pregando perché tutto finisca bene. 

I malviventi sono rapidi come al solito, razziano i soldi dalle casse. Una di queste però si inceppa. Il bandito la scaraventa a terra e poi, utilizzando il calcio della pistola a mo’ di martello, riesce a scardinarla. Portano via più di tremila euro. A cinquecento metri da Leroy Merlin c’è una stazione di servizio Q8. E sulla strada della fuga, i banditi con le moto entrano nel piazzale del distributore a tutta velocità. Il titolare capisce subito di essere finito nel mirino, davanti a quattro pistole spianate non può fare altro che consegnare mille euro d’incasso. Ma la scia di terrore non è finita.

La sesta «impresa» della banda viene messa a segno domenica, all’ora di pranzo. La sede del centro scommesse Intralot, nella galleria ex Mandi di Afragola, è affollatissima. I rapinatori si presentano in sei, più di quaranta clienti finiscono sul pavimento a faccia in giù mentre vengono svuotate le casse. Bottino, 20mila euro.

Lodi, bambino di 4 anni investito e ucciso mentre va a scuola

MILANO - Un bambino di 4 anni è stato investito e ucciso, stamani, a Borghetto Lodigiano (Lodi), davanti alla scuola materna dove si stava recando. Ne ha dato notizia il 118, che ha potuto solo constatarne il decesso.

Un altro omicidio nella notte è tornata la guerra di camorra

NAPOLI - Un pregiudicato, Patrizio Serrao, di 52 anni, è stato ucciso la scorsa notte in un agguato avvenuto a Melito. Si tratta di un omicidio che i carabinieri della compagnia di Giugliano in Campania, ai quali sono affidate le indagini, ritengono si inserisca nella faida in atto all'interno al gruppo di camorra degli «scissionisti». Il clan alcuni anni fa, dopo una sanguinosa guerra con decine di omicidi, era riuscito a prendere il sopravvento sul gruppo dei Di Lauro che per lungo tempo era stato egemone nel quartiere Secondigliano e nel confinante comune di Melito. 

Due giorni fa, sempre a Melito, due cadaveri bruciati erano stati trovati all'interno di un'automobile data alle fiamme nei pressi del cimitero di Melito. Serrao la scorsa notte stava per rientrare a casa, in Via Umbria, quando è stato raggiunto ed ucciso da uno dei numerosi proiettili sparati da persone rimaste sconosciute. I carabinieri hanno trovato a terra alcuni bossoli di pistola calibro 9 semiautomatica. Il cadavere dell'uomo è stato trasferito all'istituto di medicina legale del II Policlinico.

Secondo una prima ricostruzione l'uomo sarebbe stato affrontato da almeno due sicari. Per Serrao non c'è stato scampo. L'uomo, originario di Miano, altro quartiere napoletano che confina con quello di Scampia, da qualche tempo si era trasferito a Melito. I Carabinieri della Compagnia di Giugliano stanno passando al setaccio il passato della vittima ma vogliono anche accertare chi abbia incontrato negli ultimi tempi. L'uomo è stato ucciso con una pistola calibro 9. Lo stesso tipo d'arma è stato utilizzato dai sicari per uccidere lo scorso 5 gennaio Rosario Tripicchio.

martedì 10 gennaio 2012

Pallone d'oro 2011 a Messi Tris consecutivo, come Platini

Il premio va al fuoriclasse del Barcellona per il terzo anno consecutivo: ha preceduto Cristiano Ronaldo e Xavi. Raggiunge l'ex stella della Juventus e anche Van Basten e Cruijff. Tra i tecnici il re è Guardiola, di Neymar il gol più bello, ma c'è gloria anche per Farina del Gubbio


Lionel Messi ha vinto il Pallone d'oro 2011, precedendo Cristiano Ronaldo e Xavi. Per il fuoriclasse del Barcellona è il terzo successo consecutivo nell'albo d'oro: come lui solo Michel Platini, che venne premiato nel 1983, nel 1984 e nel 1985. A quota tre ci sono anche gli olandesi Johan Cruijff e Marco Van Basten.
L'INCORONAZIONE DI PLATINI — "Messi? Formidabile il terzo successo a soli 24 anni. È il grande giocatore di questa generazione. Non si possono comparare i fenomeni di differenti epoche. Però lui è formidabile. Ha l'aria gentile, è anche simpatico, ma per segnare dei gol come fa lui devi essere un killer. Non si vince nel calcio se sei troppo gentile".
Leo Messi con Platini e Ronaldo

GUARDIOLA MIGLIOR ALLENATORE — Pep Guardiola è stato eletto miglior allenatore del 2011. Il tecnico blaugrana, premiato sempre nell'ambito del gala di Zurigo, ha battuto la concorrenza dell'allenatore del Real Madrid, Josè Mourinho, e del manager del Manchester United, Alex Ferguson. Guardiola ha guidato nel 2011 il Barcellona alla conquista di cinque titoli su sei: Liga, Champions, Supercoppa di Spagna, Supercoppa Europea e Mondiale per club. All'appello manca solo la Coppa del Re, persa in finale contro il Real Madrid. Di Neymar del Santos, invece, la rete giudicata più spettacolare nell'anno solare appena trascorso.

Simone Farina premiato da Sepp Blatter

FARINA ORGOGLIO ITALIANO — Ma c'è anche un po' di Italia nella serata svizzera. "Farina difende l'onore del calcio. Ciò che ha fatto quest'uomo di 29 anni merita tutto il rispetto e tutta l'ammirazione - dice Joseph Blatter, presidente della Fifa, durante la cerimonia per la consegna del Pallone d'oro, riferendosi al comportamento esemplare con cui il giocatore del Gubbio ha denunciato un tentativo di combine in un match di Coppa Italia -. Farina rappresenta tutto ciò per cui lottiamo, ovvero uno sport limpido, giusto, onesto. Con il suo 'comportamento normale', come dice lui, ha difeso il suo onore e quello di tutti noi. Ciò che festeggiamo oggi lo dobbiamo a persone come Simone Farina, che sono disposte a difendere il nostro onore nella lotta contro la mafia delle scommesse illegali".

Inaugurato in Messico il ponte dei Guinness

E' la struttura sospesa più lunga del mondo con 1.124 metri


 Il ponte sospeso più alto del mondo, la cui campata centrale si trova a ben 403 metri dal fondovalle sottostante, è stato inaugurato dal presidente messicano Felipe Calderon in una gola della Sierra Madre Occidental, nel nord del Messico. Il ponte di Baluarte, che è lungo 1.124 metri, fa parte di un'autostrada che attraversa terreni accidentati e collega le città di Durango (nel centro) e Mazatlan (costa del Pacifico), scrive il sito della Bbc.
"Quest'opera unirà le popolazioni del nord del Messico come non era mai stato fatto", ha detto il presidente Calderon, che ha presenziato all'inaugurazione del ponte nell'ambito delle celebrazioni per i 200 anni dell'indipendenza messicana. Alla cerimonia erano presenti giudici del Guinness dei primati.



CURIOSITA': Un grattacielo costruito in 15 giorni

Cina, condensate in un video le 360 ore di lavoro necessarie per realizzare l'edificio


Dopo aver strappato al Giappone il primato economico, la Cina ha tolto al Sol Levante anche un altro record: quello della più veloce costruzione di un grattacielo. Gli ingegneri di Pechino sono infatti riusciti a costruire un palazzo di 30 piani in soli 15 giorni: 360 ore non stop di lavori per innalzare la costruzione, con anche un secondo primato: nessun incidente sul lavoro registrato in cantiere.
La struttura, l'Ark Hotel, è stata eretta sul lago Dongting, nella provincia dello Hunan, dal Broad Group, compagnia edilizia specializzata in architettura sostenibile, ed è in grado di sopportare un terremoto di magnitudo 9: si tratta dunque di un edificio cinque volte più resistente delle normali costruzioni antisismiche.
Guardate il video.




Madre travolge e uccide il figlio di 10 anni

Treviso, l'incidente davanti la scuola frequentata dal bambino e nella quale la donna insegna


Una donna ha accidentalmente provocato la morte del figlio di 10 anni, travolgendolo con l'automobile di fronte alla scuola elementare dove lo stava accompagnando. La donna è un'insegnante dell'istituto e il fatto è accaduto sotto lo sguardo di molti testimoni, fra cui gli alunni della scuola.
Il bambino, Emilio Maset, sceso dall'auto, sarebbe rimasto impigliato con le cinghie dello zainetto nella portiera e la madre, senza accorgersene, sarebbe ripartita travolgendolo.

Omicidio nell'Avellinese, uccisa 45enne Il marito si costituisce: sono stato io

Una donna di 45 anni, Fabiola Speranza, è stata uccisa in serata con sette colpi di pistola, mentre si trovava nella propria abitazione in contrada Pettirosso ad Atripalda , nell'Avellinese. Sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Avellino che hanno fermato per omicidio il 47enne Michele Naccarelli, marito della vittima, che in pratica si è consegnato ai militari del comando provinciale irpino. 

Il delitto dopo l'ennesima lite tra coniugi. Secondo le indiscrezioni che iniziano a trapelare l'omicidio sarebbe giunto a conclusione di uno dei frequenti litigi che caratterizzavano la vita di coppia. Naccarelli, custode della casa vinicola «I feudi di San Gregorio», ha preso l'arma che custodisce in casa e ha fatto fuoco contro la moglie, colpendola, come detto, sette volte. Il delitto è avvenuto all'esterno dell'abitazione: probabilmente Fabiola Speranza, intuendo le intenzioni del marito, potrebbe aver tentato di fuggire, ma l'uomo potrebbe averle esploso contro i colpi prima ancora di raggiungerla: quasi tutti i bossoli, infatti sono concentrati in in punto a una certa distanza da dove è stato ritrovato il corpo della donna. Resosi conto dell'accaduto ha quindi chiamato i carabinieri, e si è chiuso in un totale mutismo. 

Ha confessato in caserma. Una volta fermato e condotto in caserma, ad Atripalda, Naccarelli ha reso una confessione piena confermando ai carabinieri di aver sparato contro la moglie fino a quando sono terminati i proiettili nel caricatore della pistola, una 7,65, che custodiva in casa: sette colpi di pistola al termine dell'ennesimo, furibondo litigio esploso nella villetta di Contrada Pettirossi. Michele Luigi Naccarelli, in preda ad un raptus, ha impugnato l'arma uccidendo così la moglie, Fabiola Speranza. La donna è stata trovata non lontano dalla soglia di casa, una villetta a due piani che la coppia stava finendo di costruire. 

Da alcuni mesi i rapporti tra marito e moglie, nonostante i tre figli, due maschi e una femminuccia, erano diventati più turbolenti del solito e i litigi erano all'ordine del giorno. Dopo aver sparato, l'operaio ha telefonato ai carabinieri e al loro arrivo è rimasto a lungo in silenzio. Trasferito nella Caserma dei carabinieri, alla presenza del magistrato di turno della Procura di Avellino, Naccarelli ha ricostruito i fatti confessando di aver sparato al culmine del litigio scoppiato per motivi non ancora chiariti. Inutili i soccorsi per Fabiola Speranza: centrata in varie parti del corpo e in organi vitali, è morta sul colpo. In serata, Naccarelli, che non risulta avere precedenti penali, è stato trasferito ad Avellino nella sede del Comando provinciale dei carabinieri. 

lunedì 9 gennaio 2012

ECCO LA RISPOSTA DI MORGAN DE SANTIS "VIDEO"


Morgan da la sua spiegazione all'episodio che lo riguarda.

Cavani segna, De Sanctis si arrabbia Veleno sul web contro il Napoli/ Video

Cavani che segna il 4-1 del Napoli sul Lecce? La telecamera da dietro la porta inquadra il portiere partenopeo Morgan De Sanctis, che allarga la braccia in un gesto di apparente dispiacere; e dietro la rete Cristiano Lucarelli, infortunato, che informa il compagno di squadra dei minuti mancanti alla fine. 


È questo il video che da YouTube lancia sospetti sulla partita dello scorso anno, poi finita 4-2 per il Napoli, e che ha provocato la reazione di De Sanctis. «L'ho potuto vedere solo mezz'ora fa - ha detto il portiere - attenti alla caccia alle streghe. Non c'è nulla di strano, il mio era solo un gesto di liberazione, perchè venivamo da tre pari consecutivi, l'ultimo dei quali un 3-3 rocambolesco con la Juve. Con il Lecce eravamo andati sul 3-0, poi loro avevano accorciato le distanze e rischiato di raddoppiare. Chi mi conosce sa che esulto solo negli spogliatoi». 



De Sanctis ha concluso con un invito: «Chi ha messo quel video su YouTube venga a Castelvolturno a farmi le stesse domande che ha postato con il video. Risolverò i suoi dubbi, di fronti ai media».



Nessuna presa di posizione ufficiale da parte del Napoli sul video. Tuttavia da fonti vicine alla società, si sottolinea come De Sanctis fosse innervosito dall'andamento di una partita che il Napoli non riusciva a chiudere e che dunque la reazione fosse da ricondurre a un gesto di liberazione per un gol che, a pochi minuti dalla fine, dava di fatto i tre punti agli azzurri. È per lo stesso motivo - si fa notare ufficiosamente - che De Sanctis chiede a Lucarelli quanti minuti mancano alla fine dell'incontro. 



Nessun flusso anomalo di scommesse. Nessun flusso anomalo di scommesse su Napoli-Lecce - secondo quanto apprende Agipronews - né sul totalizzatore nazionale cui sono collegati tutti i concessionari autorizzati dai Monopoli di Stato né verso il bookmaker austriaco SkySport365. 

Mosca, esplosione in un ristorante italiano Morte due dipendenti, 26 le persone ferite

Lo scoppio potrebbe essere stato causato da una delle bombole di gas presenti nel locale. Il consolato generale d'Italia sta verificando se nel ristorante fossero presenti cittadini italiani


E' di due donne morte e 26 feriti il bilancio dell'esplosione in un ristorante italiano di Mosca. Lo hanno reso noto fonti del ministero dell'Intero russo citate dall'agenzia Interfax. Lo scoppio, secondo radio Kommersant, potrebbe essere stato causato da una delle varie bombole di gas presenti nel ristorante Elvidora, invaso dalle fiamme ed evacuato dai soccorritori. Le due vittime erano dipendenti del locale.
I ferimenti sono stati causati per lo più dalle schegge di vetro scagliate dalla deflagrazione.

Funzionari del ministero delle Emergenze russo hanno subito raggiunto il ristorante, che si trova nella zona sud-ovest della capitale. Le fiamme, che hanno investito un'area di 300 metri quadrati, sono state domate.

Il consolato generale d'Italia è al momento in contatto con il ministero delle Emergenze per verificare se nel locale fossero presenti cittadini italiani.

Traffico di cocaina dalla Spagna arrestato anche ex capo ultras Fedayn

NAPOLI - Era guidata dai fratelli Fabio e Giuseppe Sabatino, di San Giorgio a Cremano, con la collaborazione di Massimiliano Amato, già a capo del gruppo ultras «Fedayn Eam Napoli», l'organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di cocaina tra Campania, Sud America e Spagna sgominata oggi dalla Guardia di Finanza di Napoli. In manette tredici dei diciotto destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta dalla Dda partenopea. Nell'abitazione di uno degli arrestati sono stati anche sequestrati sei Rolex e 4mila euro in contanti. 

L' «Operazione Ultras» conclude le indagini avviate nel settembre del 2005 dalla Dda di Napoli che hanno portato anche al sequestro - in due riprese - di oltre 51 chilogrammi di cocaina la quale, immessa sul mercato, avrebbe fruttato oltre tre milioni di euro. Una vicenda che ha visto anche la recrudescenza dei rapporti tra fornitore spagnolo e gli acquirenti napoletani dopo il secondo sequestro operato dalle fiamme gialle nel giugno del 2006: la droga giunse in Italia ma fu individuata dalle forze dell'ordine. Niente droga significò niente introiti e, quindi, nessun pagamento ai venditori. Numerosi furono i solleciti di pagamento che giunsero in Campania dalla Spagna. I trafficanti iberici pretendevano il pagamento di quanto dovuto, circa 1,2 milioni di euro, e l'invio di un affiliato all'organizzazione. Viaggio che fu poi intrapreso, il successivo mese di agosto, da Fabio Sabatino ma senza soldi e solo con l'intento di testimoniare il sequestro da parte delle forze dell'ordine. Il gesto non fu gradito dal trafficante spagnolo che per costringere il fratello Giuseppe a onorare il debito, rapì Fabio. Giuseppe, preoccupato per le sorti del fratello, si recò in Spagna con 200mila euro per pagare parte del debito e ottenere il rilascio di Fabio. Il rapimento di Fabio Sabatino vide anche il coinvolgimento della direzione centrale dei servizi antidroga del Ministero dell'Interno il quale affidò le indagini al Grupo secuestros dell'Udyco Central di Madrid. Fabio Sabatino, però, riuscì a liberarsi e l'intervento della polizia spagnola consentì di arrestate l'organizzatore del rapimento, il narcotrafficante andaluso Marquez Reina Josè Manuel di Siviglia, e altri sette affiliati. Il rapimento di Fabio Sabatino non fu denunciato alle autorità italiane dai suoi familiari per il timore che emergesse il traffico internazionale di stupefacenti.