domenica 8 gennaio 2012

Posticipo serale 17° giornata di serie A PALERMO-NAPOLI 1-3

PALERMO - Un Napoli travolgente espugna dopo 43 anni Palermo e tiene il passo delle grandi. Grazie alle reti di Pandev, Cavani e Hamsik, gli azzurri tornano a fare risultato al Barbera dove non avevano mai vinto nell'era De Laurentiis e rilanciano la loro corsa in campionato all'inseguimento delle squadre di vertice. 

CHE NAPOLI! - La dimostrazione di forza data dalla squadra di Mazzarri al Barbera è stata impressionante. Determinata, lucida, spietata, inesorabile sotto porta: dopo il 6-1 rifilato al Genoa prima della sosta, la squadra di Mazzarri ha iniziato come meglio non poteva questo 2012. Senza Lavezzi, sono stati gli altri tre tenori in campo a trascinare gli azzurri al settimo successo stagionale (il terzo esterno dopo quelli a Cesena e a Milano con l'Inter). Ha aperto le danze Pandev, con un gol da vero centravanti (il quarto in campionato) in piroetta su assist di Gargano (a qualcuno ha ricordato il secondo segnato alla Juve). Ha raddoppiato con un capolavoro (destro a giro dai 20 metri) il grande ex della serata Cavani, giunto al suo decimo centro stagionale, che ha raccolto gli scroscianti applausi dei suoi ex tifosi. A chiudere i conti è stato Hamsik, bravo a capitalizzare al meglio un assist al bacio di Inler. Ma il punteggio poteva essere molto più largo, perché Pandev ha anche colpito un clamoroso palo e sono state tante le occasioni non concretizzate dagli attaccanti azzurri (tre consecutive di testa nel primo tempo solo di Cavani). Può essere soddisfatto del successo ma soprattutto della prestazione Mazzarri, uscito sorridente dal Barbera: cosa chiedere di più a una squadra che segna 9 gol e ne incassa solo 2 in due partite?

PALERMO CHOC - Serata da dimenticare invece per il Palermo, che incassa la seconda sconfitta interna consecutiva (l'ottava stagionale) nella serata dell'esordio al Barbera di Mutti. Eppure i rosanero sono stati in partita per tutto il primo tempo, quando, con il debuttante Vazquez a supporto di Miccoli e Budan e con un un centrocampo bravo in fase di contenimento e in fase di spinta, sono riusciti a tenere a lungo testa al Napoli. L'argentino ha sprecato una colossale palla gol (cucchiaio alto da due passi), così come non sono stati precisi sotto porta né Miccoli (in almeno tre occasioni), né Budan in avvio di partita. Dopo un gol nel finale di primo tempo annullato giustamente per fuorigioco a Migliaccio (sarebbe stato l'1-1), sono state forse proprio le mosse e il cambio di modulo deciso da Mutti all'intervallo a togliere verve al Palermo. Nel secondo tempo, con Alvarez e Acquah al posto di un comunque positivo Vazquez e di Della Rocca, il Palermo si è spento lentamente consegnandosi nelle mani di un cinico Napoli. Nemmeno lo splendido gol di testa di Miccoli nel finale può addolcire la legittima delusione e la contestazione finale dei tifosi rosanero. A fare festa invece sono gli azzurri, che vincono 3-1 e tornano a espugnare Palermo dopo 43 anni (ultimo successo nel marzo del 1969): un altro tabù sfatato da Mazzarri. 

Crolla casa nel Riminese, donna ancora sotto le macerie: è ferita ma viva

Novafeltria, la 45enne è stata raggiunta dai soccorritori, che stanno cercando di liberarla. Il crollo forse causato da una fuga di gas


 Una donna di 45 anni è rimasta sepolta dal crollo della sua casa, una villetta monofamiliare di Novafeltria (Rimini). Secondo i primi accertamenti, a causare lo scoppio e il crollo sarebbe stata una fuga di gas. Le operazioni per estrarla dalle macerie sono tuttora in corso. Evacauta l'abitazione confinante con la casa crollata. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Novafeltria, i vigili del fuoco e la polizia municipale.
La donna, proprietaria della villetta crollata, sarebbe anche l'unica persona che vi abitava. I soccorritori avrebbero già raggiunto la donna che sarebbe cosciente.

Dietro la strage dei cani il business dei rifiuti illegali

Nessun segno di percosse, né ferite. Sono in tutto 74 i corpi dei cani trovati nella notte dell’Epifania lungo il secondo Alveolo dei Regi Lagni, tra Marigliano e Acerra. All’istituto zooprofilattico di Portici sono cominciate le prime autopsie. E nell’inchiesta, affidata al pm Cristina Amoroso della Procura di Nola, si accavallano i misteri Oltre ai corpi dei cani, c’era anche una decina di carcasse di gatti e qualche coniglio. Un vero e proprio cimitero illegale, una discarica per cadaveri di animali che qualcuno ha pensato fossero prima o poi inghiottiti dai Regi Lagni.

Gli inquirenti seguono soprattutto una pista, tutta da verificare e non senza difficoltà, che resta la più credibile in queste ore: quella dello smaltimento illegale di carcasse di cani e gatti morti. Un servizio, affidato attraverso appalti triennali dalle Asl a ditte specializzate con importi variabili tra i 500mila e i due milioni di euro. In Campania esistono una decina di ditte legali che si occupano di rimozione e trasporto di carcasse di animali. A loro devono rivolgersi le Asl e i canili autorizzati per affidargli i corpi da portare in strutture di smaltimento, dotate di inceneritori particolari. 

Sempre in Campania, esistono due ditte che bruciano le carcasse di animali: una è in provincia di Napoli, l’altra in provincia di Salerno. Ogni carcassa da smaltire vale dai 100 ai 200 euro. Il canile, o anche un proprietario privato di un animale domestico, chiama la ditta, le affida il corpo, paga, riceve una fattura e un attestato, liberandosi dell’incombenza. La ditta preleva le carcasse con i suoi camion e li porta dove andranno bruciati, pagando a sua volta il dovuto ai possessori degli inceneritori. E il ciclo è chiuso.

Secondo le ipotesi degli inquirenti, potrebbe essere stato messo in piedi un giro di smaltimento illegale, con qualche canile che, per risparmiare, avrebbe abbandonato i corpi dei cani morti nell’alveo solitario a ridosso dei Regi Lagni. Poi, per non perdere i contributi comunali sull’animale morto, ne avrebbe asportato e conservato il microchip d’identificazione. Ma questa pista include anche una seconda ipotesi: qualche ditta di trasporto potrebbe aver raccolto legalmente le carcasse da portare all’inceneritore e poi, per risparmiare, avrebbe preferito gettarle tra anfratti e terreni evitando le spese dell’inceneritore. Due ipotesi che potrebbero confluire se canili e ditte fossero d’accordo. Di certo, i corpi dei cani sono in diverso stato di decomposizione. Segno che sono stati gettati in momenti differenti. Secondo qualche inquirente, la presenza dei gatti e dei conigli porterebbe più alla pista di qualche ditta illegale di smaltimento che a quella dei canili.
Tutte ipotesi che la Procura di Nola dovrà verificare. Si comincerà con una ricognizione dei 41 canili tra le province di Napoli (dove sono 16) e Caserta (25). Poi, un’analisi delle ditte di smaltimento, con l’acquisizione dei contratti delle Asl per la rimozione delle carcasse di animali. 

Un lavoro non semplice. Un traffico di smaltimento illegale che, con guadagni e cifre inferiori, ricorda quello dei rifiuti gestito dalla camorra. Difficile anche verificare la seconda ipotesi: il traffico di microchip tolti ai cani morti, per continuare ad intascare i contributi comunali che variano dai 3 ai 7 euro al giorno per animale. Domani, alla Procura di Nola, l’Aidaa, Associazione italiana difesa animali ed ambiente, depositerà un esposto sulla vicenda. Restano gli inquietanti interrogativi sui controlli assenti, sul far west dei Regi Lagni dove senza problemi possono essere abbandonate di notte carcasse di animali morti. Era già successo due anni fa con scarti di bufale. Si ripete ora, con i corpi di cani, gatti e conigli. Il territorio è una discarica senza controllo e gli animali morti diventano solo un peso di cui disfarsi senza tante preoccupazioni.

Riecco la coppia De Sica-Boldi: «Pronti per un nuovo film insieme»

Massimo Boldi e Christian De Sica di nuovo insieme dopo quel Natale a Miami di sei anni fa? Tv Sorrisi e Canzoni, in edicola, la storica coppia da cinepanettone si starebbe riavvicinando, complice l'inverrno che ha visto traballare le consolidate certezze al botteghino dei film di Natale. Il primo passo lo fa Boldi, dicendo al giornale: «In queste settimane sto ricevendo su Twitter migliaia di messaggi di fan che vogliono che Christian e io torniamo a lavorare assieme. Inviti accorati di spettatori ai quali mi sento di dare ragione. Ora c'è stata la crisi di Vacanze di Natale a Cortina. L'ho visto e mi è parso un buon prodotto. Se non è andato bene, non mi fa certo piacere ma credo sia ora di ragionare, se ci sono i presupposti, su un ritorno insieme mio e di Christian. Ma non per soccorrerci vicendevolmente, anche perchè da solo faccio ancora i miei incassi. Tutto deve partire da una buona idea e dal presupposto che l'idea migliore, 
commercialmente parlando, è rimetterci insieme. Fui io a chiudere con lui: rimasto vedovo, ebbi un problema esistenziale molto forte». Per la prima volta, De Sica risulta possibilista sull'ipotesi del riformare la coppia: «Tornare a lavorare con Massimo? Il punto è che ci sono contratti da onorare: il mio con Filmauro, il suo con Medusa, e non sono cose così semplici e veloci da risolvere. In ogni caso, se si risolvessero questi problemi, perchè no? Oggi potremmo fare I ragazzi irresistibili. Certo, Massimo ha fatto una discreta cavolata ad andarsene...». De Sica si esprime anche sulle difficoltà incontrate quest'anno dal cinepanettone: »'Vacanze di Natale a Cortinà è stato attaccato in modo secondo me strumentale. Ho letto giornali che parlano di crisi, di fine di un genere, di un modello berlusconiano di cinema. Ma quando mai? I cinepanettoni sono sempre stati tutt'altro. Vedo dell'astio in questi attacchi. Come se tanta gente non aspettasse altro che i nostri incassi calassero. Questi film oltretutto sono una risorsa italiana, danno lavoro a tanta gente. Non facciamoci del male così, distruggendoli a ogni costo ed esultando perchè vince Sherlock Holmes. Un film che in Italia non dà pane a nessuno».


CURIOSITA:Nadal contro Federer, match "romantico" tra le candele

Un match "romantico", quello che Rafael Nadal e Roger Federer hanno giocato per l'apertura del torneo mondiale ATP 2012 all'Open del Qatar. Spettatori senza parole per la suggestiva partita al Katara amphiteatre di Doha. Quattromila candele hanno illuminato l'incontro, in cui i due campioni non si sono risparmiati. Tra Nadal e Federer, anche se a lume di candela, la sfida è sempre all'ultimo colpo.

Palermo-Napoli, posticipo serale della 17° giornata, c'è anche Edu Vargas Prima sfida del 2012

Il Napoli riparte da Palermo per il primo incontro del 2012: obiettivo una vittoria per consolidare l’operazione rimonta. Mazzarri ha convocato anche il neo-acquisto Vargas ma difficilmente il cileno sarà in campo dopo aver svolto un solo allenamento con i compagni...

ULTIMISSIMA:Omicidio nel Vesuviano, uomo ucciso a pochi passi dalla stazione della Circum

Un uomo è stato ucciso in circostanze non ancora chiarite poco prima delle 18 a San Giorgio a Cremano, grosso centro dell' area vesuviana. L' omicidio è avvenuto nei pressi della stazione della Circumvesuviana. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Torre del Greco.

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RISULTATI 17° GIORNATA DI SERIE A

SIENA-LAZIO SABATO 4-0 07/01/2011 ORE 18:00
INTER-PARMA 5-1 SABATO 07/1/2011 ORE 20:45
UDINESE-CESENA 4-1 DOMENICA 08/01/2011 ORE 12:30
ATALANTA-MILAN 0-2 DOMENICA 08/01/2011 ORE 15:00
BOLOGNA-CATANIA 2-0 DOMENICA 08/01/2011 ORE 15:00
CAGLIARI-GENOA 3-0 DOMENICA 08/01/2011 ORE 15:00
LECCE-JUVENTUS 0-1 DOMENICA 08/01/2011 ORE 15:00
NOVARA-FIORENTINA 0-3 DOMENICA 08/01/2011 ORE 15:00
ROMA-CHIEVO 2-0 DOMENICA 08/01/2011 ORE 15:00
PALERMO-NAPOLI (POSTICIPO DELLE 20:45)

Delitto di Roma, ore contate per i killer Per gli investigatori sarebbero due immigrati

Attesi i risultati dei Ris sulla borsa ritrovata dagli inquirenti poche ore dopo il delitto


Sembra stringersi il cerchio intorno ai killer di Zhou Zheng e della piccola Joy di soli nove mesi, uccisi in strada a Roma, nel quartiere di Tor Pignattara, sotto gli occhi di Liyan, la moglie, unica sopravvissuta alla tragedia e ora ricoverata in ospedale. Si attendono i risultati sui reperti affidati ai carabinieri del Ris e in particolare sulla borsa sottratta dagli aggressori e ritrovata dagli investigatori con all'interno del denaro.
Le analisi puntano a isolare le impronte e altre possibili tracce lasciate dai killer. Nuovi elementi potrebbero arrivare anche dal ritrovamento di uno scooter con due caschi non lontano dal luogo dove è avvenuto il duplice omicidio. Intanto, ieri la giovane Lyian Zhen è stata messa al corrente della verità. Agli investigatori, che sono tornati ad ascoltarla, la donna si è detta convinta che i killer fossero italiani o dell'est Europa.

Gli investigatori cercano due immigrati
I rapinatori sono due stranieri immigrati. Sarebbe questa la convinzione degli investigatori, sulle tracce di due persone che hanno lasciato due borse sottratte durante la rapina, in un casolare abbandonato a due chilometri dal luoge del delitto e popolato da tunisini, marocchini, romeni e maghrebini. Una delle due borse, quella della donna, era vuota, mentre l'altra, quella del 31enne, conteneva 16mila euro. Le loro tracce sono state trovate su diversi oggetti. I due sarebbero stati ripresi anche da alcune telecamere.

Anticipo della 17° giornata di serie A delle 12:30 UDINESE-CESENA 4-1

Poker Udinese al Cesena. Doppietta di Di Natale

I friulani vincono 4-1 contro i romagnoli grazie ai gol dell'attaccante (1', 82'), di Asamoah (54') e Basta (75'). Inutile l'illusorio pareggio di Eder al 39' che aveva momentaneamente requilibrato la situazione. Sulla rete del 2-1 clamoroso errore di Antonioli che lascia passare il pallone in mezzo alle gambe
L'Udinese non si ferma più. La squadra di Guidolin stende il Cesena per 4-1 e vola in testa alla classifica in attesa delle sfide del pomeriggio di Juventus e Milan. Un successo meritato quello ottenuto dai bianconeri che sin dal primo minuto di gioco hanno fatto vedere una convinzione superiore rispetto ai loro avversari. Arriva proprio nei secondi iniziali il gol del primo vantaggio: a firmarlo è ancora una volta Antonio Di Natale (che con la doppietta di oggi sale a quota 12 nella classifica dei marcatori agganciando Denis in vetta). Assist perfetto di Floro Flores e tocco da vero goleador dell'attaccante napoletano che non lascia scampo ad Antonioli. Il Cesena accusa il colpo, ma sul finire del primo tempo, al 39', trova il gol del pareggio con Eder abile in mezza rovesciata a convertire in rete un'azione concitata.

ASAMOAH E BASTA - Nella ripresa viene però fuori la maggior freschezza atletica dei friulani che prima, al 54', trovano il gol del 2-1 con Asamoah (clamoroso errore di Antonioli) e poi, dopo l'espulsione di Lauro per doppia ammonizione al 56', realizzano al 75' il gol del 3-1 con un gran tiro di Basta dai 30 metri e all'82' il poker grazie al solito Di Natale con una frustata a mezza altezza dal limite dell'area di rigore. Sono i gioelli finali che spezzano le gambe al Cesena e permettono ai bianconeri di controllare in scioltezza fino al triplice fischio dell'arbitro Gava. Dopo questo ennesimo successo Guidolin non può più nascondersi: l'Udinese è in lotta per lo scudetto insieme a Milan e Juventus.

Torino, provoca incidente e si toglie la vita


Gesto disperato di un 42enne padre di due bimbi uscito incolume da uno schianto


Non sarebbe un omicidio, ma un suicidio quello del 42enne trovato morto stamattina in strada a Vinovo, in provincia di Torino. L'uomo, al volante di un'auto, si era scontrato violentemente con un'altra vettura. Preso dal panico, è scappato e poco dopo si è tolto la vita con un coltello. A confermare questa dinamica l'automobilista coinvolto nell'incidente.
Sarebbe stato dunque lui uno degli occupanti delle due auto ribaltate nell'incidente stradale a pochi passi dal luogo in cui è stato ritrovato il cadavere. Sposato, padre di due bambini di 6 a di 11 anni, dipendente di un'azienda di vernici, abitava a Piobesi, nel Torinese. Secondo le prime testimonianze, l'uomo, subito dopo lo scontro, era apparentemente tranquillo e ha mutato atteggiamento quando gli altri coinvolti hanno detto di voler chiamare i carabinieri.

A quel punto si è allontanato telefonando con il cellulare e dopo una cinquantina di metri si è ucciso. Alcuni passanti, vedendolo in terra rantolante, hanno chiamato i soccorsi. A confermare la dinamica è stato il marito della conducente dell'auto, una Ford Ka, tamponata dalla Polo guidata dal suicida.

"Stavo accompagnando mia moglie al lavoro - ha raccontato l'uomo - quando siamo stati tamponati". Scesi dalle auto, l'uomo alla guida dell'altra auto si è subito preoccupato di sapere se stavano tutti bene e, appurato che solo la donna al volante si era procurata contusioni lievi, si stavano accordando per una constatazione amichevole quando il marito della conducente della Ka ha ipotizzato di chiamare i carabinieri.

Alla parola "carabinieri" la vittima - ha sempre raccontato il testimone - ha iniziato ad agitarsi, ha preso il cellulare e si è incamminato lungo la strada. I militari, arrivati sul posto per l'incidente, lo hanno trovato senza vita a circa 300 metri di distanza dalle auto incidentate, coperto di sangue e con un coltello ancora piantato nel corpo.



Partorisce e rifiuta bimbo affetto da nanismo

L'episodio è successo a Roma. Il vicesindaco della Capitale: "Spero che la madre ci ripensi". Il piccolo, di genitori italiani senza problemi economici, pesa 3 kg ed è alto 49 centimetri.


Ha scoperto che il figlio che portava in grembo sarebbe nato affetto da nanismo. Così ha deciso di sottoporsi a un parto programmato alla trentottesima settimana, lo ha fatto nascere e se ne è andata. E' successo a Roma. Il piccolo ha avuto una grave crisi respiratoria e le sue condizioni sono stabili, anche se i medici non lo hanno dichiarato ancora fuori pericolo.
Quando è nato, il bimbo di genitori italiani, senza problemi economici, pesava 3 kg ed era lungo 49 centimetri. Affetto da Acondroplasia, ovvero nanismo, secondo quanto riferito dalla stessa madre, dopo la grave crisi respiratoria di è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva.

Vicesindaco: "Spero che la madre ci ripensi"
"Mi auguro e faccio un appello affinché la madre di questo bambino ci ripensi e lo riconosca. Questo bambino ha bisogno di essere amato ed accudito". Queste le parole del vicesindaco di Roma Sveva Belviso che ha fatto visita al piccolo. "I medici mi hanno spiegato che può accadere che un neonato possa avere una crisi respiratoria - aggiunge - Il tribunale deciderà adesso se una volta uscito da qui il piccolo sarà dato in affidamento temporaneo o sarà ospitato in una casa famiglia, sotto la tutela del sindaco. I genitori hanno 10 giorni per riconoscerlo, e altri 60 per fare la prova del Dna e dimostrare che si tratta di loro figlio".

Bergamo, 18enne colpita da malore in discoteca: è grave ma non rischia la vita

Assume alcol e forse pasticche in un locale dove morì la sciatrice Marcarini


Brutta avventura per una ragazza di 18 anni, finita in ospedale dopo un grave malore in discoteca, dopo avere assunto una grande quantità di alcol e, forse, altre sostanze. E' successo la scorsa notte alla discoteca Setai di Orio al Serio, dove negli anni scorsi erano successi episodi analoghi fino alla morte della giovane campionessa di sci Kristel Marcarini dopo l'assunzione di una pasticca di ecstasy.
Proprio per queste vicende non proprio cristalline, il locale era stato costretto a cambiare nome. La ragazza si trovava in compagnia degli amici quando è improvvisamente crollata. Il 118 è subito intervenuto e ha trovato la giovane in gravi condizioni: era stordita e in evidente stato di intossicazione. La ragazza è stata ricoverata alle Cliniche Gavazzeni di Bergamo.

Nella notte le sue condizioni sono migliorate. In questi giorni l'Asl di Bergamo ha diffuso dati allarmanti sul consumo di alcolici da parte di giovani tra i 15 e i 19 anni, l'89,5% dei quali ha ammesso di aver assunto alcol almeno una volta, mentre il 71,5% ne ha fatto uso nel mese precedente. Per questo la sezione di Bergamo della Federazione italiana pubblici esercizi ha proposto di istituire il requisito dei 18 anni per entrare in discoteca e per poter acquistare alcolici.

Liberalizzazioni, arriva decreto blindato ma le categorie sono già in rivolta

Il provvedimento approderà al prossimo Cdm
I tassisti annunciano: «Occuperemo le città»

Il governo accelera sulle liberalizzazioni. Con la convinzione - come ha detto ieri il premier - che solo facendo «saltare i colli di bottiglia» che impediscono alla nostra economia di esprimere tutte le sue potenzialità, si potrà davvero considerare avviata la fase due della crescita. Per evitare le azioni frenanti delle lobby, un film ha già visto durante l’iter della manovra, si sta pensando ad un decreto blindato. Il provvedimento potrebbe approdare per un primo giro di tavolo al Consiglio dei Ministri della settimana prossima, per poi essere varato nella riunione del 20 gennaio. Sicuramente si terrà conto del corposo pacchetto di proposte consegnato qualche giorno fa dal presidente dell’Antitrust, Giovani Pitruzzelli. 
Il decreto conterrà un impianto di regole generali e tali da consentire successivi interventi mirati nei singoli settori. In base a quanto spiegato dallo stesso premier, infatti, il governo «opererà in diversi momenti decisionali e attraverso provvedimenti legislativi e amministrativi». Dai carburanti ai taxi, dalle farmacie alle professioni, dai servizi pubblici locali agli appalti, dai servizi postali a quelli bancari, dai trasporti alle comunicazioni fino al mercato elettrico, del gas e della distribuzione: l’intenzione del governo - sempre che i partiti politici più o meno ispirati dalle varie lobby lo consentiranno - è di un intervento liberalizzatore a 360 gradi. Stando alle parole del premier Monti si tratterà di «liberalizzazioni equilibrate e pragmatiche, ma non timide». 

In attesa di conoscere i dettagli del provvedimento,
 le varie categorie sono già sul piede di guerra. A partire dai tassisti che minacciano di occupare le città: «Il governo Monti e il Parlamento rispettino gli impegni presi, perché i tassisti hanno mantenuto la loro parola, ma se dovessimo essere traditi, lotteremo duramente e a oltranza». I tassisti contestano anche il suggerimento dell’Antitrust di concedere come compensazione a una maggiore apertura dell’attività, una doppia licenza gratuita a ogni attuale tassista.

Iran,sito nucleare presto operativo

Nuova sfida di Teheran all'Occidente


Un sito sotterraneo per l'arricchimento di uranio sarà "operativo in un prossimo futuro", secondo quanto riferiscono i media iraniani citando un alto responsabile del programma nucleare. "L'impianto nucleare di Fordow per l'arricchimento sarà operativo in un prossimo futuro", ha annunciato oggi al quotidiano Kayahan il capo dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana, Fereydoun Abbasi Davani.

Scossa di terremoto in Umbria

Avvertita dalla popolazione: no danni

Scossa di terremoto, avvertita dalla popolazione, nelle province di Perugia e di Macerata. Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano al momento danni a persone e a cose. Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico è stato registrato alle ore 7.59 con una magnitudo locale di 2.9.

Delitto Sarah Scazzi, domani il processo

Alla sbarra la cugina Sabrina e i genitori Cosima e Michele


Parte domani il processo per l'omicidio di Sarah Scazzi, la giovane uccisa il 26 agosto 2010 che vede imputate la cugina Sabrina e sua madre Cosima. Avviata con l'ipotesi di una scomparsa tutta da chiarire, l'inchiesta sulla terribile fine della ragazzina ha finito per coinvolgere oltre una dozzina di persone, tra imputati e indagati, e con la certezza di un delitto compiuto in ambito familiare.
La quindicenne fu cercata dappertutto per oltre un mese, la famiglia si appellò spesso alle telecamere sperando nella buona notizia. Il 29 settembre lo zio Michele Misseri consegnò ai carabinieri il telefonino semibruciato di Sarah: disse di averlo trovato in campagna tra le stoppie della sera precedente, ma era una finzione. La sera del 6 ottobre, dopo ore di interrogatorio, l'agricoltore confessò a magistrati e carabinieri di aver strangolato Sarah e nella notte fece ritrovare i resti del cadavere, in un pozzo in contrada Mosca, nelle campagne di Avetrana.

Il 15 ottobre Michele Misseri chiama in correità nel delitto la figlia Sabrina, che finisce in cella; il 19 novembre l'uomo conferma le accuse in un incidente probatorio in carcere. Meno di un mese dopo l'agricoltore comincia a scrivere lettere nelle quali sostiene che in carcere ci sono innocenti, e che è stato lui a fare tutto, dal delitto alla soppressione del corpo di Sarah.

Ma l'inchiesta della Procura sembra aver imboccato ormai una strada ben precisa: Sarah è stata uccisa per gelosia, quella provata dalla cugina Sabrina. La Procura di Taranto chiude le indagini preliminari il primo luglio 2011: 15 indagati, anche quattro avvocati. Poi le posizioni di due indagati verranno stralciate, e dinanzi al gup Pompeo Carriere, a partire dal 29 agosto, compaiono in 13. L'udienza preliminare si chiude con nove rinvii a giudizio, tre assoluzioni e un proscioglimento. Ora le carte sono sul tavolo della Corte di Assise.


Dall'Argentina, Lavezzi fa le 4 del mattino. Ma non doveva recuperare dall'infortunio?

Napoli - Roma, Lavezzi esce dal campo per un problema muscolare. Salta il recupero con il Genoa (il Napoli ne fa 6 al Grifone), visite mediche, responso poco piacevole e la consapevolezza di non averlo a disposizione per un mese. Quindi la decisione del club di accordare una vacanza recupero aggiuntiva in Argentina anche perchè l'estate e il clima caldo sortiscono effetti positivi quando si è alle prese con le noie muscolare. Fin qui tutto secondo copione, come da dettami societari e sanitari.
FOTO - Arrivano nelle ultime ore, però, da alcuni quotidiani argentini, foto che ritraggono il Pocho molto attivo 'on the night'. Tra feste e festini, il funambolo di Rosario tira tardi con la fidanzata Yanina fino alle 4 del mattino. Nessun intento polemico da parte nostra, nessun moralismo di sorta, ma la domanda nasce spontanea: è questa la terapia per recuperare da un infortunio? Nessuno ci venga a dire che vogliamo alzare un polverone, da parte nostra una semplice analisi dei fatti e delle notizie che arrivano dal Sudamerica. Per il resto ognuno è libero di pensarla come crede. Noi, invece, restiamo dell'avviso che l'atteggiamento del calciatore, da quanto si evince, non è consono a quello che dovrebbe avere un professionista. La società gli ha concesso una vacanza per recuperare, e non crediamo che le ore piccole facciano bene. E' vero che per un calciatore è bene staccare ogni tanto la spina, divertirsi e dedicarsi alla famiglia, ma nei modi e tempi giusti. Sono giovani ma a tutto c'è un limite, soprattutto quando si è professionisti di spessore. Ad ognuno le sue considerazioni.
Dal Diario la Nación: "Mercoledì nell'antichissimo borgo di San Carlos in Uruguay, ha avuto luogo una notte brillante. Tante celebrità si sono date appuntamento dal magnate saudita Leith Pharaon, per partecipare al Pernosal Move 2012. Alla festa hanno partecipano moltissimi vip argentini. Dalla modella Valeria Mazza al conduttore Marcelo Tinelli passando per il giocatore del Napoli Ezequiel Lavezzi. Proprio il Pocho in pista è stato uno dei più scatenati con la sua fidanzata Yanina Screpante".




Dal Diario iHola: "Collane di fiori per gli invitati, torce per illuminare ovunque i saloni, candele e palme, petali rossi, penzoloni di un soffitto, iris dispersi in vassoi tutto in contorno, ed un simpatico pappagallo addomesticato a dare un tocco di "vivacità" alle foto della notte: ogni famoso ha dovuto lasciarlo posare sulla sua spalla per buon augurio. La 'canilla' libera di champagne riempie di bolle un ambiente di allegria totale. La gente balla con spumeggianti bicchieri nelle mani. I fratelli Pieres confermano la predisposizione verso il ballo e sono tra gli ultimi ad abbandonare la festa. Ezequiel Lavezzi e Yanina Screpante, tuttavia, sono stati l'attrattiva della pista: tutti i giovani presenti hanno chiesto una foto col calciatore e lui si prestato con piacere. Verso le 4 dell'alba rimanevano solo i più giovani. La notte è ancora giovane,ma bisogna tornare a Punta del Este e lasciare le Hawaii per il ricordo".
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 IPunta.com: "Las gallery nights è diventato un classico di Buenos Aires e tra nove anni arrivà nel circuito più importante di Punta del Este. Prima dell'apertura del nuovo ciclo c'è stata però l'inaugurazione del ristorante sushi Páru Inkas. All'evento hanno partecipano anche la botinera Yanina Screpante e il suo compagno, il calciatore Ezequiel “Pocho” Lavezzi .


PER TEVEZ È DERBY INTER-MILAN

L'attaccante però vuole i rossoneri

E' sempre più derby di mercato traInter Milan per Carlitos Tevez. Le due milanesi hanno entrambe in mente di portare sotto la Madonnina l'attaccante argentino delManchester City. Rossoneri sempre in vantaggio e con il gradimento del giocatore (Galliani: "Abbiamo l'accordo con Carlitos, aspettiamo una risposta del City"), ma negli ultimi giorni è tornata prepotente la proposta dei nerazzurri che hanno messo sul piatto 25 milioni di euro
Sul tavolo restano comunque i soldi del Psg che offre 35 milioni. Venerdì c'è stato un vertice di mercato ad Appiano Gentile dove si sono visti il patron Massimo Moratti e il dt Marco Branca (arrivati addirittura in macchina insieme). Poi altro summit questa volta col tecnico Ranieri e il ds Ausilio. Offerta al City mandata e rischio per il Milan che aumenta.
Secondo alcune fonti, addirittura, domenica ci sarà un altro viaggio di Branca a Londra per incontrare ancora una volta i dirigenti del Manchester City che, da parte loro, hanno bisogno di monetizzare con la cessione dell'Apache per poi dare l'assalto a Daniele De Rossi, vero obiettivo del mercato invernale di Roberto Mancini.
I rossoneri, seccati dal'intromissione dei cugini nerazzurri, hanno però l'assenso del giocatore che ha fatto chiaramente capire che l'unica destinazione gradita, allo stato attuale, è il Milan. Lo stesso giocatore si è esposto personalmente facendosi fotografare in tavola con l'ad Adriano Galliani e il suo procuratore, Joorabchian.

Nigeria, cristiani ancora nel mirino uccisi 25 fedeli in due diversi attacchi

KANO (NIGERIA) - Ancora attacchi contro i cristiani in Nigeria. Gli integralisti islamici della setta Boko Haram ieri hanno fatto irruzione sparando all'impazzata in una casa di Mubi (nel nord-est) contro le persone che stavano partecipando alla veglia funebre di uno dei cinque cristiani assassinati ieri l'altro nel corso di un'altra cerimonia religiosa. A terra sono rimaste 17 persone prive di vita e un numero imprecisato di feriti. Altre otto persone di fede cristiana sono morte in un attentato contro una chiesa di Yola, capitale dello stato di Adawama (nord est). Lo hanno riferito fonti ospedaliere. Sale quindi a 36 il numero di fedeli uccisi - in soli tre giorni - in attacchi armati compiuti dopo la scadenza dell'ultimatum con il quale la setta islamica ingiungeva a tutti i cristiani residenti nel nord di abbandonare tutto e andare via. 

Cristiani nel mirino. In Nigeria, che con 160 milioni di abitanti è il Paese africano più popoloso, il nord è a maggioranza musulmana e il sud a maggioranza cristiana ma milioni di cristiani vivono nel nord e milioni di islamici nel sud. 

Attacchi moltiplicati. Negli ultimi mesi gli attacchi della setta integralista Boko Haram - che propugna l'istituzione della Sharia (la legge islamica) in tutto il nord nigeriano, che ha molte analogie con i talebani afghani e che alcuni ritengono legata ai terroristi di al Qaida - si sono moltiplicati. Dopo l'attentato dello scorso agosto contro il quartier generale dell'Onu nella capitale Abuja, si sono poi sempre più indirizzati contro obiettivi religiosi, in particolar modo cristiani e animisti. Trasformando le conflittualità interetniche da sempre latenti e talvolta sfociate in massacri, in violentissimi scontri interreligiosi che stanno sempre più mettendo in crisi il colosso petrolifero africano. Gli stessi vertici cristiani hanno minacciato di «difendersi». «Non è vendetta - hanno precisato - ma è necessario che ci proteggiamo, salvando le nostre famiglie e le nostre proprietà ». 

Fuori controllo. Lo stato d'emergenza decretato lo scorso 31 dicembre dal presidente Goodluck Jonathan, originario del sud e cristiano, nelle zone a maggioranza islamica più turbolente non sembra aver dato i risultati sperati. L'aumento del prezzo della benzina, praticamente raddoppiato dall'inizio dell'anno, sta inoltre complicando ulteriormente la situazione. Centinaia di persone scendono quotidianamente in piazza in molte città per protestare e la reazione della polizia è sempre più dura: l'uso di gas lacrimogeni e manganelli è ormai all'ordine del giorno. E molti osservatori temono che la situazione nel Paese vada fuori controllo.

La strage dei sessanta cani nel Napoletano Carcasse trovate lungo il canale: è giallo

MARIGLIANO - Il più piccolo è un bastardino, con la testa reclinata, che fa capolino da un sacchetto grigio della spazzatura. Il più grande è un pastore tedesco deposto direttamente sul terreno scomposto. Uno, due, dieci, sessanta cani. Tutti morti. In un’area isolata dei Regi Lagni, nel secondoAlveolo di via Nuova del Bosco, non distante dalle zone industriali tra Acerra e Marigliano.

È un vero e proprio cimitero abusivo, inaugurato in maniera illecita chissà da quanto tempo. Chissà da chi. Una segnalazione anonima è arrivata via Internet a «Striscia la notizia». Di sera, con il buio e la pioggia, sono arrivati i vigili urbani di Marigliano, poi i carabinieri. «Una scena davvero sconvolgente, mai visto tanti cani morti tutti insieme», commenta Giuseppe Caliendo, comandante della polizia municipale mariglianese. 

Difficile dargli torto. I vigili del fuoco illuminano la scena con i loro riflettori: da ogni fetta di terreno spunta un sacchetto, un corpo. Sono cani di tutte le taglie e di tutte le età. I sacchetti non erano abbastanza grossi per contenere i pastori tedeschi, o i mastini. Arrivano anche i funzionari della Asl 3. 

Qualcuno commenta: «Tanti corpi non possono essere stati depositati qui in una sola notte. Di sicuro, questo è diventato un cimitero con il passare dei giorni. Quasi un passa parola avesse individuato la zona dove abbandonare le carcasse». Fanno tenerezza quelli che sembrano dei cuccioli. Qualche corpo è in decomposizione, segno che è stato messo qui da diverso tempo. Qualche altro è invece ancora intatto. Nessuno ha fiatato per giorni, nessuno si è allarmato. Tranne chi ha pensato di segnalare la vicenda a «Striscia». 

E chi doveva controllare il territorio, chi passa più volte da questa zona? Qualche mese fa, l’intera area è stata bonificata dalla Provincia. Subito dopo, evidentemente, chi era sicuro di muoversi indisturbato si è inventato il cimitero. Come sono morti tutti questi cani? È un quesito affidato alla verifica medico legale. Sono troppi questi resti senza vita, per non smuovere l’indignazione degli animalisti della zona e l’intervento della Procura di Nola. C’è un’inchiesta, affidata al pm Cristina Amoroso. 

È per ora a carico di ignoti, ma ci sono alcune tracce che portano al mondo dei canili autorizzati dalle Asl. Su alcuni cani, c’è infatti il segno inequivocabile del microchip di individuazione rimosso. Come se qualcuno, dopo la morte degli animali, ne avesse voluto conservare l’identità elettronica per tenersi i finanziamenti assicurati dai Comuni per ogni animale ospitato e assistito. 

«Potrebbe anche essere che qualche irresponsabile non ce l’abbia fatta a sostenere i costi di mantenimento - ipotizza Rosaria Perrella, animalista e proprietaria di un canile privato - Non voleva però perdere i finanziamenti. Così li ha soppressi a poco alla volta, sicuro dell’assenza di controlli e di farla franca, continuando a prendere i soldi». Ipotesi aberranti che portano al mondo dei canili, che dovrebbero prendersi cura dei cani abbandonati o randagi su incarico di Comuni e Asl. 

Spiega Angela Valenti, veterinaria che presta assistenza volontaria in un canile: «Purtroppo, sulla pelle degli animali che non parlano si compiono le peggiori nefandezze. E non sempre il mondo dei canili è trasparente, non tutti sono presi da sincero amore per gli animali». Ci sono volute diverse ore per individuare a recuperare tutte le carcasse, trasportate su due autocarri. Solo alle nove di sera tutto è finito. I corpi sono ora nelle celle frigorifere della società cooperativa «Dog park» di Ottaviano, che gestisce un canile. 

Uccisi, morti per cause naturali? Sarà l’inchiesta della Procura a stabilire chi e perché ha creato il macabro cimitero dei cani di via Nuova del Bosco.