In nove alla sbarra, procura: Cosima e Sabrina uccisero
Zia e cugina accusate di averla uccisa, lo zio invece di aver soppresso il cadavere insieme alle due donne, ad un fratello e ad un nipote, e poi quattro presunti favoreggiatori, tra i quali anche un avvocato: e' il quadro che racchiude i nove imputati alla sbarra da domani martedi' 10 gennaio per l'omicidio di Sarah Scazzi, la studentessa quindicenne di Avetrana (Taranto) strangolata il 26 agosto 2010.
Processo che si apre 14 mesi dopo il delitto e a poco piu' di un anno dal ritrovamento del corpo di Sarah in un pozzo in contrada Mosca, nelle campagne del paese, la notte tra il 6 e il 7 ottobre 2010. Corte di Assise in 'rosa' quella chiamata alla difficile decisione, almeno per il ruolo togato: presidente Cesarina Trunfio, a latere Fulvia Misserini, alle quali si affiancheranno i sei giudici popolari.
E, strano scherzo del destino, sono due donne le principali imputate, rinviate a giudizio insieme ad altri sette il 21 novembre scorso. Cosima Serrano e Sabrina Misseri sono anche le uniche persone detenute per questo processo: Cosima e' in carcere dal 26 maggio 2011, Sabrina dal 15 ottobre 2010; madre e figlia dividono da mesi la stessa cella del carcere di Taranto.
Nell'aula di Corte di Assise arriveranno con un pesante fardello di accuse sulle spalle: concorso in omicidio volontario (per la Procura commesso in casa Misseri), sequestro di persona, soppressione di cadavere e furto aggravato del telefonino di Sarah; per Sabrina, anche l'imputazione di calunnia ai danni della ex badante di casa Scazzi. Delitto che, per la Procura, sarebbe maturato per la gelosia di Sabrina nei confronti della cugina, entrambe invaghite dello stesso ragazzo, Ivano Russo.
Michele Misseri, che con la sua prima confessione fece ritrovare il corpo di Sarah per poi chiamare in correita' la figlia Sabrina e successivamente dare piu' versioni sino ad insistere, da mesi, di essere l'unico colpevole di tutto, ora risponde principalmente di soppressione di cadavere. E' in liberta' dal 30 maggio 2011, dopo aver trascorso sette mesi in cella: ha l'obbligo di firma nel pomeriggio alla caserma dei carabinieri di Avetrana e il divieto di allontanarsi dal paese. Vive sempre nella villa di famiglia, in via Deledda 20, dove Sarah ha trovato la morte.
Ad aiutarlo a sopprimere il cadavere, secondo l'accusa, sarebbero stati il fratello Carmine e il nipote Cosimo Cosma, che compariranno in aula da liberi, dopo aver trascorso un paio di settimane in carcere tra febbraio e marzo 2011. La loro posizione giudiziaria e' stata gradualmente attenuata dai pronunciamenti della Cassazione, soprattutto sulla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ma intanto dovranno affrontare il giudizio della Corte di Assise.
Di favoreggiamento personale dovranno rispondere tre imputati minori - Antonio Colazzo, Giuseppe Nigro e Cosima Prudenzano - e Vito Junior Russo, ex legale di Sabrina, accusato anche di intralcio alla giustizia.
Sono gia' state stralciate da tempo le posizioni di altri tre indagati accusati di false informazioni al pubblico ministero, che dovranno attendere la fine del processo di primo grado per essere giudicati. Tra questi c'e' Giovanni Buccolieri, il fioraio di Avetrana che racconto' di aver visto, il 26 agosto 2010, Cosima intimare instrada a Sarah di salire in auto (dove c'era presumibilmente, per l'accusa, anche Sabrina), salvo poi riferire due giorni dopo che si era trattato di un sogno.
In aula nei prossimi mesi dovrebbero sfilare oltre 200 testimoni, i cui nomi sono contenuti nelle liste preparate dalla pubblica accusa (rappresentata dal procuratore Franco Sebastio, dal procuratore aggiunto Pietro Argentino e dal sostituto procuratore Mariano Buccoliero) e dal nutrito collegio difensivo. Tutto con una elevata attenzione mediatica che in questi 14 mesi non ha avuto mai veri e propri cedimenti.

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