sabato 14 gennaio 2012

Isola del Giglio, affonda nave da crociera

Polemiche sui soccorsi. A bordo in 4229, si temono altre vittime. La Costa Concordia, fuori rotta, è finita sugli scogli: sul fianco uno squarcio di 70 metri. I magistrati indagano


Ci sarebbero almeno tre persone morte annegate e 14 feriti, due dei quali gravi. I soccorritori stanno cercando ancora 50 persone che ancora mancano all'appello.
A bordo della Costa Concordia, rimasta incagliata in vicino all'Isola del Giglio, c'erano 4229 persone. Tra le 100 e le 150 sarebbero finite in mare. Quasi tutti i superstiti sono stati portati a Porto Santo Stefano, mentre continuano le ricerche dei dispersi. Circa 60 persone, rimaste intrappolate, sono state liberate all'alba. Dopo aver ispezionato gli unici quattro ponti che erano in sicurezza e aver portato in salvo decine di persone, i Vigili del fuoco stanno ora iniziando i controlli nei ponti sommersi e in quelli dove le condizioni di sicurezza non hanno finora permesso di intervenire. «Non possiamo escludere» che ci siano dei dispersi tra le persone che erano a boro della nave, ha spiegato il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi.

La nave da crociera Costa Concordia è rimasta incagliata ieri sera su una secca vicino all'isola del Giglio, è ormai quasi affondata. Adagiata sul fondale, è inclinata di circa 80 gradi (Video-Il relitto da vicino). Ci sarebbero falle su entrambi i lati della nave. Sul fianco sinistro si nota uno squarcio di 70 metri (Video-La tragedia dall'alto) in cui è rimasto incastrato un enorme scoglio. Alle 21.30 di ieri, secondo il programma di crociera, la nave avrebbe dovuto passare a 5 miglia dalla costa, nel canale tra l'Argentario e l'Isola del Giglio. Le cause dell'incidente potrebbero essere, secondo alcune fonti, un errore umano o un guasto elettrico. In queste ore è in corso l'interrogatorio del comandante della Costa Concordia per ricostruire le fasi dell'incidente e spiegare come mai si fosse avvicinato così tanto alla costa.

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I passeggeri. Continuano intanto a Porto Santo Stefano gli sbarchi dai traghetti che fanno la spola con l'Isola del Giglio per riportare a terra i superstiti. Delle oltre 4.200 persone che erano a bordo della nave Costa Concordia 3179 sono già state trasferite dall'isola del Giglio al continente, con traghetti Toremar e Mare Giglio che collegano l'isola a Porto Santo Stefano. La Protezione civile continua a registrare dei naufraghi per avere una lista che da confrontare con quella di bordo. Nella palestra delle scuole medie di Porto Santo Stefano è stato allestito un centro di smistamento, dove passeggeri e membri dell'equipaggio vengono poi fatti salire sui pullman che li stanno portando in varie località tra cui Savona, Marsiglia, Fiumicino, Civitavecchia, Roma, Livorno.

Fiumicino. Circa 600 passeggeri stanno raggiungendo in pullman due alberghi, l'Hilton e il Marriott, vicino all'aeroporto di Fiumicino. Da qui riprenderanno il viaggio in aereo per tornare nelle loro città di origine.

Il bilancio delle vittime. In un primo momento si era parlato di sei vittime. «Al momento i dati ufficiali sono di 3 morti accertati e 14 feriti» ha detto il prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi. Deve, in sostanza, essere ancora fatto un riscontro esatto dei viaggiatori. Non sono ancora chiare le cause delle morti delle vittime. Si parla di annegamento (alcune persone sono cadute in mare), di ipotermia e traumi dovuti alla caduta di oggetti al momento dell'incagliamento e alla ressa durante l'evacuazione, malori di persone con problemi di salute. «Non è escluso che ci siano dei dispersi - ha aggiunto il prefetto Linardi - Al momento i soccorritori stanno ispezionando la parte di nave sommersa, per appurare che non ci sia nessuno».

I feriti.
Nel presidio sanitario d'emergenza allestito sull'Isola del Giglio sono state visitati circa 4.000 passeggeri della nave da crociera Costa concordia affondata. Molti avevano lievi traumi, fratture e principi di assideramento. C'era anche una donna incita all'ottavo mese. Due persone in gravi condizioni sono state trasportate in elicottero, una a Grosseto e una a Siena per trauma vertebrale, un'altra è in attesa di trasferimento sulla terra ferma per un trauma facciale.

«Sembrava il Titanic». I racconti fanno emergere gli attimi di paura e panico. Proprio come nel caso del Titanic diversi passeggeri del Concordia sono morti in mare, per il freddo o affogati, nel buio della notte. «Era come nel film, non potevamo credere ai nostri occhi», ha raccontato una giornalista dell'Adnkronos a bordo della nave. «Siamo scesi con grande difficoltà dalla nave - spiega - ci hanno fatto uscire dalla parte opposta a quella che stava affondando. La nave era troppo vicina alla costa, anche i residenti se ne sono accorti. Per questo dopo l'incidente sono arrivati subito in nostro soccorso».

Inchieste e soccorsi. La Guardia costiera è impegnata in due inchieste, una penale e una amministrativa, sull'incidente della nave Costa all'Isola del Giglio. «Riguardo a eventuali inidoneità dei soccorsi prestati dall'equipaggio - spiega il capitano di corvetta Emilio Del Santos, portavoce della capitaneria di porto di Livorno - è vero che i passeggeri hanno lamentato una lentezza dei soccorsi e un'inadeguatezza dell'equipaggio. Bisognerà ora capire se effettivamente è vero o se questa percezione sia stata determinata anche dalla paura del momento. Occorre anche tenere presente, sui tempi dei soccorsi, l'ingente numero delle persone a bordo».

Il presidente della Repubblica. «Cordoglio e solidarietà» alle famiglie delle vittime e «apprezzamento» per la «intensa, difficile opera di soccorso» sono stati espressi da Giorgio Napolitano in un messaggio al prefetto di Grosseto a seguito della sciagura.

Il sindaco. «Una tragedia di dimensioni apocalittiche che si è verificata di fronte alla nostra Isola e che ci ha messi duramente alla prova segnandoci profondamente. Il primo pensiero va alle vittime di questa assurda sciagura», ha detto il sindaco di Isola del Giglio Sergio Ortelli.

La stessa nave nel 2008 aveva avuto un incidente (video). Il gigante dei mari il 22 novembre del 2008, complice il forte vento, ebbe una collisione contro la banchina del porto di Palermo alla quale stava attraccando. Nello scontro si creò un ampio squarcio tra la prua e la fiancata destra e andò distrutto il portellone di prua. In quella circostanza, però, nessuno si fece male.


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